Scatta un’inchiesta per corruzione e segreti rivelati: tre indagati. La Calabria torna al centro del caso nazionale
Un terremoto giudiziario si abbatte sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, l’opera infrastrutturale più discussa e simbolica degli ultimi decenni per il Mezzogiorno e per l’intero Paese. La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati tre persone con accuse pesanti: corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio.
I tre indagati sono: Giacomo Saccomanno, 71 anni, avvocato della provincia di Reggio Calabria e già membro del consiglio di amministrazione della società “Stretto di Messina S.p.A.”, Vincenzo Virgiglio, imprenditore reggino di 65 anni residente a Roma, e Tommaso Miele, 70 anni, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, in quiescenza dal febbraio 2026., .
Secondo l’ipotesi accusatoria, i tre avrebbero cercato di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo della grande infrastruttura destinata a collegare Calabria e Sicilia. Gli investigatori ritengono che vi siano stati tentativi di influenzare decisioni e orientamenti interni all’organo di controllo, attraverso promesse di sostegno per future nomine e incarichi pubblici e mediante la circolazione di informazioni riservate riguardanti le valutazioni dei magistrati contabili.
L’indagine ha portato a una serie di perquisizioni personali, domiciliari e informatiche eseguite dai Carabinieri tra Roma, Reggio Calabria e Frosinone. Al vaglio della magistratura vi sono documenti, dispositivi elettronici e comunicazioni che potrebbero contribuire a chiarire il quadro investigativo.
La vicenda arriva in un momento particolarmente delicato per il Ponte sullo Stretto. Dopo anni di dibattiti politici, scontri istituzionali e ricorsi, il progetto era tornato al centro dell’agenda nazionale come una delle opere strategiche per il rilancio delle infrastrutture del Sud. Proprio per questo l’inchiesta rischia di produrre effetti rilevanti non solo sul piano giudiziario ma anche su quello politico e amministrativo.
Per la Calabria la notizia assume un significato ancora più profondo. Il Ponte rappresenta infatti, da decenni, la promessa di una nuova centralità geografica ed economica della regione nel Mediterraneo. Oggi, però, quel sogno torna a fare i conti con le ombre della giustizia e con interrogativi che riguardano trasparenza, controlli e correttezza delle procedure.
L’inchiesta è soltanto all’inizio e vale il principio della presunzione di innocenza per tutti gli indagati. Tuttavia il fascicolo aperto dalla Procura di Roma riaccende i riflettori su una delle opere più controverse della storia repubblicana, confermando come attorno al Ponte sullo Stretto continui a giocarsi una partita che va ben oltre l’ingegneria e le infrastrutture: una partita che coinvolge politica, istituzioni, interessi economici e il futuro stesso del Mezzogiorno.








