Dal pestaggio del marito della capogruppo Pd all’assalto ai guardiacoste: gli investigatori scavano su possibili collegamenti con il caso Nocita
Un intreccio di episodi violenti che negli ultimi mesi hanno scosso la città e alimentato un clima di forte preoccupazione potrebbe avere finalmente un primo approdo investigativo. La Procura di Vibo Valentia, coordinando le indagini condotte dalle forze dell’ordine, avrebbe individuato i presunti responsabili di due gravi fatti che hanno destato particolare allarme nell’opinione pubblica: il brutale pestaggio ai danni di Massimo Cacciatore, marito della capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, e il violento assalto subito da alcuni militari della Guardia Costiera.
Secondo quanto emerge dalle ultime ricostruzioni investigative, i due episodi sarebbero riconducibili a un medesimo contesto criminale e vedrebbero coinvolti soggetti già noti agli investigatori. Gli inquirenti starebbero cercando di comprendere se dietro le aggressioni vi sia un’unica regia oppure una comune matrice riconducibile a interessi lesi dall’azione di controllo e di contrasto portata avanti da istituzioni e apparati dello Stato.
Particolarmente grave il pestaggio subito da Cacciatore, avvenuto circa un anno fa. L’imprenditore era stato aggredito da individui con il volto coperto che lo avevano colpito con estrema violenza, un episodio che sin da subito aveva suscitato sdegno e interrogativi sulle reali motivazioni dell’azione criminale.
Ma ciò che oggi rende ancora più rilevante l’inchiesta è il possibile collegamento con altri inquietanti episodi verificatisi a Vibo Valentia negli ultimi mesi. Tra questi figura l’aggressione subita dal dirigente comunale Andrea Nocita, un fatto che aveva spinto il sindaco a lanciare pubblicamente un appello affinché fosse fatta piena luce sull’esistenza di un eventuale “filo conduttore” dietro la sequenza di intimidazioni, attentati e aggressioni che hanno colpito amministratori e funzionari pubblici della città.
Proprio il caso Nocita aveva riacceso il dibattito sulla sicurezza degli amministratori e dei dirigenti pubblici, dopo altri episodi che avevano interessato esponenti delle istituzioni cittadine. Le indagini in corso puntano ora a verificare se esistano collegamenti diretti o indiretti tra queste vicende, accomunate dall’uso della violenza come strumento di pressione e intimidazione.
L’attività investigativa prosegue nel massimo riserbo, ma la svolta annunciata rappresenta un segnale importante per una comunità che da mesi assiste con crescente preoccupazione a una serie di episodi che sembrano mettere nel mirino chi, a vario titolo, opera nelle istituzioni o svolge funzioni di controllo sul territorio. La magistratura e le forze dell’ordine continuano a lavorare per chiarire ruoli, responsabilità e soprattutto il contesto nel quale maturano queste azioni, nella convinzione che soltanto l’accertamento della verità possa restituire serenità alla città.










