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Sanità in Calabria, Ferrari (SMI) ad Occhiuto: “l’analisi sul sistema 118 continua ad essere errata e le soluzioni inesistenti”

Sanità vibonese, l’allarme dello SMI: «Servizi smantellati, personale in fuga e sindacati ignorati»

da redazione
17 Giugno 2026
in sanità
Tempo di lettura: 4 minuti
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La denuncia di Alessia Piperno, delegata provinciale dello SMI: «La salute dei cittadini non può essere appaltata a gettone»

Ancora una volta dal fronte della sanità vibonese arriva un grido d’allarme che non può essere liquidato come una semplice polemica sindacale. Il grido d’allarme lanciato dalla dottoressa Alessia Piperno, delegata provinciale del Sindacato Medici Italiani (SMI), infatti, non è soltanto una denuncia sindacale. È il racconto di una sanità territoriale che, secondo chi la vive quotidianamente nelle corsie e sulle ambulanze del 118, sta progressivamente perdendo pezzi fondamentali della propria capacità di assistenza.

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Nel duro comunicato diffuso dallo SMI emerge un quadro che la stessa Piperno definisce senza mezzi termini quello delle “macerie” di un sistema che fino a pochi anni fa, pur tra mille criticità, riusciva ancora a garantire servizi essenziali ai cittadini vibonesi. Ne viene fuori una fotografia impietosa che descrive una realtà ormai sotto gli occhi di tutti i cittadini: reparti depotenziati, servizi scomparsi, personale insufficiente e un’emergenza-urgenza sempre più in difficoltà nel garantire risposte adeguate al territorio.

«Fino a pochi anni fa la sanità della provincia di Vibo Valentia garantiva servizi assistenziali minimi oggi inesistenti», afferma la rappresentante sindacale, ricordando come il presidio di Tropea potesse contare su un reparto di Urologia funzionante, su un servizio di Proctologia attivo e su un sistema di emergenza-urgenza completamente coperto da personale medico.

Oggi, invece, secondo lo SMI, la situazione sarebbe radicalmente cambiata: «Assistiamo alle macerie di quel sistema: ambulanze demedicalizzate, reparti svuotati ed una fuga in massa del personale», denuncia Piperno, individuando nell’ennesimo ricorso a personale assunto tramite agenzie interinali il simbolo di una crisi che non trova soluzioni strutturali.

La pubblicazione del bando per 18 infermieri destinati alle strutture territoriali di Tropea e Soriano Calabro con contratti della durata di appena due mesi viene definita dalla sindacalista «l’ultimo, lampante sintomo di un fallimento programmato».

Una frase pesante, che punta il dito contro anni di scelte organizzative ritenute incapaci di affrontare alla radice il problema della carenza di personale.

Ma è soprattutto sul piano amministrativo che la denuncia dello SMI assume toni particolarmente severi. Alessia Piperno parla apertamente di «un palese cortocircuito funzionale» generato dalla coincidenza, negli anni scorsi, tra i vertici di Azienda Zero e quelli della gestione commissariale dell’Asp di Vibo Valentia.

Secondo la rappresentante dei medici, questa sovrapposizione avrebbe finito per «privare l’Asp di Vibo Valentia di una difesa autonoma delle proprie specificità, accelerando lo svuotamento dei presidi locali a favore della centralizzazione».

Parole che descrivono una provincia percepita come sempre più marginale nelle strategie sanitarie regionali e che oggi si trova a fare i conti con una carenza di organico tale da mettere a rischio persino la copertura dei turni nelle postazioni di emergenza.

Non meno dura è la denuncia relativa ai rapporti tra Azienda sanitaria e organizzazioni sindacali: «Insieme ai sindacati medici della provincia attendiamo invano da settembre dello scorso anno un incontro con i dirigenti Asp», afferma Alessia Piperno. Una situazione che, secondo lo SMI, avrebbe raggiunto livelli inaccettabili soprattutto dopo la recente presentazione delle Case della Comunità.

«Nessuna sigla dei sindacati medici ha ricevuto alcuna convocazione formale», sostiene la delegata provinciale, contestando la ricostruzione secondo cui tutte le parti sociali sarebbero state coinvolte nel confronto.

Per il sindacato si tratterebbe di una esclusione che non riguarda soltanto le relazioni industriali, ma la stessa qualità delle decisioni assunte sulla sanità territoriale.

Ancora più significativa appare la parte finale del documento, nella quale emerge tutta la frustrazione di chi opera quotidianamente nel servizio di emergenza-urgenza: «Quando un cittadino sta male e chiama il 118, l’ambulanza parte – ricorda Piperno -Per lo spirito di servizio che la nostra divisa ci impone, corriamo incontro al pericolo e cerchiamo soluzioni immediate per risolvere le emergenze nel minor tempo possibile».

È il passaggio più umano e al tempo stesso più drammatico dell’intero intervento. Dietro numeri, norme e procedure amministrative ci sono infatti professionisti che continuano a garantire assistenza nonostante organici ridotti, mezzi spesso in manutenzione e condizioni operative sempre più difficili.

Per questo il sindacato si rivolge direttamente ai sindaci del territorio, richiamandoli al loro ruolo di autorità sanitarie locali: «Noi alla chiamata del territorio rispondiamo sempre. Adesso chiediamo che anche i nostri sindaci rispondano al nostro grido d’aiuto», scrive Piperno.

Insomma, un documento dalle parole forti che si inseriscono in un dibattito sempre più acceso sulla sanità calabrese e che difficilmente possono essere ignorate. Perché dietro numeri, bandi e procedure amministrative ci sono servizi essenziali, territori fragili e soprattutto persone che, nel momento del bisogno, hanno il diritto di trovare risposte tempestive e adeguate senza essere costrette a cercarle altrove.

Lo SMI conclude chiedendo lo stop alle esternalizzazioni, la riapertura immediata del confronto sindacale e un tavolo regionale capace di affrontare concretamente le emergenze della sanità vibonese.

La frase conclusiva della delegata provinciale sintetizza meglio di qualsiasi analisi il senso della denuncia: «La salute dei cittadini non può essere appaltata a gettone».

Un’affermazione che risuona come un monito alle istituzioni e che intercetta una preoccupazione sempre più diffusa tra i cittadini vibonesi: quella di vedere il diritto alla salute trasformarsi, giorno dopo giorno, in un servizio sempre più fragile e distante dai bisogni reali del territorio.

Tags: 118allarmeasp vibo valentiaAzienda zerocomunicatopersonalesanità vibonesesindacatiSMI

redazione

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