Per gli esami conclusivi del primo ciclo di istruzione, ha preparato la sua tesina con un lavoro che parla di lui, dei suoi gusti, della sua interiorità. E per raccontarsi ha scelto Arisa
di Domenico Nardo
«Buongiorno a tutti, sono Antonio Pugliese. Ho scelto di parlare del mondo della musica perché sono un amante delle canzoni, degli spettacoli e di tutto ciò che trasmette gioia nella vita. Il tema principale è l’amore: l’amore che smuove il mondo e che unisce da sempre tutte le persone».
Così inizia la tesina di Antonio Pugliese, con parole semplici e sincere, che rivelano subito la sua natura: un ragazzo che sente la vita attraverso le emozioni e che nella musica trova un linguaggio più vero di qualunque discorso.
Antonio è un ragazzo che attraversa il mondo con delicatezza, uno di quei ragazzi che portano nel cuore una sensibilità limpida, quasi antica. Fin da piccolo ha mostrato un modo tutto suo di stare nel mondo: con delicatezza, appunto, con pudore, con quella timidezza che non è fragilità, ma profondità.

Relazionarsi con gli altri non è sempre stato semplice, eppure Antonio ha saputo farsi voler bene per ciò che è: autentico, dolce, mai costruito.
Quando la realtà diventava troppo dura, lui trovava rifugio nella musica. Era il suo spazio segreto, la sua bussola emotiva. Negli anni questa passione è diventata un ponte verso esperienze nuove: concerti, viaggi, emozioni condivise con i suoi genitori, Gabriella e Nazzareno, sempre pronti a seguirlo ovunque pur di vederlo felice.
Oggi attende con trepidazione un nuovo appuntamento: il concerto di Vasco Rossi, la sua leggenda personale. Una promessa fatta da Gabriella e Nazzareno, una promessa che verrà mantenuta. Perché i sogni veri meritano strade aperte.
Adesso il percorso di Antonio sta per aprirsi a una nuova stagione.
Dopo gli anni trascorsi alla scuola Buccarelli, parte dell’Istituto Comprensivo Primo Circolo diretto da Mimma Cacciatore, Antonio è pronto a intraprendere un viaggio diverso: quello che lo porterà al Liceo “Vito Capialbi”.
Una scelta consapevole, desiderata, che racconta la sua voglia di crescere, maturare, scoprire nuovi linguaggi e nuovi orizzonti.
Per gli Esami di Stato conclusivi del primo ciclo di istruzione, sostenuti di recente, Antonio ha preparato la sua tesina, un lavoro che parla di lui, dei suoi gusti, della sua interiorità.
E per raccontarsi ha scelto Arisa.
Una scelta che non sorprende: Arisa è un’artista che parla di verità, di fragilità luminosa, di forza gentile. È una voce che non ha paura di mostrarsi per ciò che è.
E Antonio, in questo, si riconosce.
La sua musica racconta ciò che spesso non si riesce a dire e Antonio ha trovato in quelle parole una compagnia discreta, un incoraggiamento silenzioso.
Arisa diventa così non solo un tema di studio, ma uno specchio emotivo, un riferimento che lo accompagna nel suo cammino di crescita.
Antonio conclude il suo percorso con parole sincere, rivolte a tutte le persone che hanno camminato al suo fianco in questi anni.

«Volevo infine spendere qualche parola per ringraziare tutti i professori che mi hanno seguito in questi tre anni, la dirigente Domenica Cacciatore per essersi presa cura di me e per avermi aiutato ad inserirmi nell’ambiente scolastico, un ringraziamento speciale va alla professoressa Di Gesù che è stata molto comprensiva e gentile con me, al mio professore‑amico Stefano per avermi insegnato tanto e al professore Maiolo per avermi sempre tenuto per mano, senza mai abbandonarmi. Per ultimi, ma non per importanza, ringrazio i miei genitori per aver creduto in me».
Parole semplici, ma piene di gratitudine. Parole che raccontano un cammino fatto di cura, di sostegno, di fiducia.
Antonio chiude con uno sguardo luminoso verso ciò che lo attende: il Liceo Capialbi, la musica che continua a ispirarlo, e il concerto di Vasco Rossi, promessa mantenuta e simbolo di un nuovo inizio.
Un nuovo viaggio sta per cominciare e Antonio è pronto a viverlo con la sua sensibilità più vera.











