Opposizione Civica chiede di dedicare il complesso a Natale Pagano. Una posizione che si aggiunge al dibattito cittadino, nel rispetto di opinioni diverse
La riapertura del Museo Diocesano di Arte Sacra di Nicotera, prevista per il prossimo 6 luglio, rappresenta senza dubbio una delle notizie culturali più importanti degli ultimi anni per la città. Dopo quasi sette anni di chiusura, il prezioso scrigno d’arte tornerà finalmente a essere patrimonio vivo della comunità grazie alla determinazione del vescovo Attilio Nostro, che ha voluto restituire ai cittadini un bene di straordinario valore storico, artistico e religioso.
Nei giorni scorsi questa redazione ha espresso il proprio apprezzamento anche per la scelta di intitolare il complesso museale a monsignor Domenico Tarcisio Cortese, riconoscendone il ruolo determinante nella crescita e nella valorizzazione del patrimonio culturale della diocesi.
Ciò non toglie che un giornale debba essere luogo di confronto e di pluralismo, ospitando con rispetto anche posizioni differenti quando sono espresse con argomentazioni civili e nel rispetto delle istituzioni.
È il caso del documento diffuso da Opposizione Civica, a firma del portavoce Enzo Comerci, che pur accogliendo con soddisfazione la riapertura del museo, invita il vescovo a una riflessione sulla scelta dell’intitolazione.
Nel comunicato viene innanzitutto evidenziata l’importanza della riapertura. “Dopo quasi sette lunghi anni il Museo Diocesano di Arte Sacra di Nicotera apre le sue porte”, scrive Comerci, ricordando come la struttura fosse rimasta chiusa dal 2019, dopo la scomparsa del suo fondatore Natale Pagano. Al tempo stesso viene riconosciuto il merito del vescovo Attilio Nostro, che “ha trovato la soluzione, con un atto di forza, per restituire alla città e a tutti gli amanti della cultura la visione e lo studio del pregevole patrimonio artistico e culturale”.
La parte centrale del documento riguarda però la dedica del complesso museale.
Pur riconoscendo che monsignor Domenico Tarcisio Cortese “ha avuto grandi meriti, anche per il miglioramento del Complesso Museale”, Opposizione Civica ritiene che il riconoscimento più significativo dovrebbe essere attribuito a Natale Pagano: “La intitolazione, per giustizia sociale – quasi divina – non può che essere rivolta, doverosamente, verso Natale Pagano”, afferma il portavoce del movimento, ricordando come quest’ultimo abbia dedicato “quasi mezzo secolo della sua esistenza” alla nascita e allo sviluppo del museo.
Secondo il documento di Opposizione Civica, “senza il suo impegno, senza il suo lavoro costante e indefesso fino alla sua scomparsa, certamente assecondato da monsignor De Chiara, da monsignor Belluomo e da monsignor Cortese, non ci sarebbe stato questo gioiello”.

A sostegno della richiesta vengono richiamate anche le parole che lo stesso monsignor Cortese scrisse nella prefazione del catalogo del Museo Diocesano del 2004, quando rivolse “un grazie particolare e doveroso” a Natale Pagano per “l’impegno disinteressato e diuturno profuso per la valorizzazione del Museo nicoterese”, riconoscendone il prezioso lavoro nella tutela dei beni culturali della diocesi.
Da qui la conclusione del movimento civico, secondo cui “il Complesso Museale si identifica con Natale Pagano in una forma esemplare di simbiosi che non è giusto dividere”, fino all’appello rivolto al vescovo Attilio Nostro affinché “soprassieda alla intitolazione nella data indicata e valuti ulteriormente la questione, ricorrendo eventualmente ad una consultazione popolare”.
È una posizione che questa redazione riporta integralmente per dovere di cronaca e nel rispetto del confronto democratico. Resta ferma la convinzione, già espressa nei giorni scorsi, che la figura di monsignor Domenico Tarcisio Cortese meriti, a nostro modesto giudizio, pienamente il prestigioso riconoscimento deciso dalla Diocesi, così come appare altrettanto indiscutibile il ruolo fondamentale svolto da Natale Pagano nella nascita e nella crescita del Museo Diocesano. Due protagonisti della storia culturale e religiosa di Nicotera, il cui contributo appartiene ormai alla memoria collettiva della comunità.











