Le dichiarazioni del sindaco di Jonadi aprono il confronto. Il presidente di Progetto Valentia rilancia: «Non slogan ma studio serio e Piano strutturale associato per governare una conurbazione che esiste già»
La proposta di una fusione tra Vibo Valentia e Jonadi torna al centro del dibattito politico locale. A rilanciarla è Progetto Valentia, che interviene dopo le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Jonadi, Fabio Signoretta, durante una trasmissione di Radio Onda Verde, nelle quali il primo cittadino ha affrontato con apertura ma anche con prudenza il tema dell’unificazione amministrativa tra i due Comuni.
Per il presidente dell’associazione, Nicola Cortese, proprio quelle parole rappresentano il presupposto per avviare un confronto concreto, fondato non su slogan ma su analisi tecniche e programmazione: «Il tema – sottolinea Cortese – va affrontato con serietà, responsabilità, studio e verifica degli scenari possibili. È esattamente il metodo che Progetto Valentia sostiene da mesi».
Secondo l’associazione, Vibo Valentia e Jonadi costituiscono ormai un’unica realtà urbana. La separazione amministrativa sarebbe infatti superata dalla quotidianità dei cittadini. Residenze, attività commerciali, servizi, scuole, mobilità e aree di espansione edilizia delineano, secondo il documento, una vera e propria conurbazione, nella quale la Statale 18 rappresenta ormai più un elemento di collegamento che di separazione.
Una crescita, osserva Progetto Valentia, avvenuta però senza un’adeguata pianificazione comune, con conseguenze evidenti sullo sviluppo urbanistico, sulla viabilità e sulla distribuzione dei servizi.
Per questo motivo la proposta non si limita alla fusione amministrativa.
L’associazione ritiene che il primo passo debba essere l’elaborazione di un Piano Strutturale Comunale associato, capace di pianificare unitariamente lo sviluppo del territorio.
L’obiettivo sarebbe quello di decidere insieme dove realizzare nuove aree residenziali, quali servizi potenziare, come organizzare la rete viaria e valorizzare le connessioni con il porto di Vibo Marina, la stazione ferroviaria e l’autostrada.
Un progetto che consentirebbe di governare in modo coordinato un’area che, di fatto, funziona già come un unico sistema economico e sociale.
Nel comunicato viene richiamato anche lo studio di fattibilità predisposto da Progetto Valentia e già consegnato ai Comuni interessati.
Tra i benefici evidenziati figurano:
- accesso ai contributi statali destinati ai Comuni che si fondono;
- economie di scala nella gestione dei servizi;
- maggiore capacità di investimento;
- rafforzamento della struttura tecnica e amministrativa;
- governance meno frammentata dell’intero comprensorio.
L’associazione affronta anche uno dei temi più dibattuti, quello dell’armonizzazione fiscale.
Secondo quanto evidenziato nel dossier elaborato da Progetto Valentia, la normativa nazionale consente, nella fase transitoria successiva alla fusione, di mantenere differenziate tariffe e tributi nei territori degli enti originari fino al termine del primo mandato amministrativo del nuovo Comune, evitando quindi un’immediata uniformazione della pressione fiscale.
La proposta operativa si articola in tre fasi.
La prima riguarda l’istituzione di un tavolo istituzionale tra Vibo Valentia e Jonadi, successivamente aperto ai tecnici, agli ordini professionali, alle associazioni e alle categorie economiche.
Il secondo passaggio prevede uno studio dettagliato sulla fattibilità della fusione, con analisi di bilanci, personale, servizi, urbanistica, patrimonio e viabilità.
Infine, Progetto Valentia propone una vasta consultazione pubblica che coinvolga cittadini e territori, accompagnata dalla previsione di strumenti di rappresentanza decentrata per garantire la vicinanza amministrativa anche dopo un’eventuale unificazione.

Qualcuno di memoria più lunga ricorda che l’apertura manifestata dal sindaco Signoretta richiama una proposta simile che per la prima volta fu formulata all’inizio del nuovo millennio quando a governare la città di Vibo Valentia era il compianto sindaco Alfredo D’Agostino. Fu proprio uno dei suoi assessori (Maurizio Bonanno, per la precisione) a lanciare questa idea inserita in un più ampio discorso dedicato proprio all’Unione dei Comuni.
Adesso, si ritorna a parlarne con Progetto Valentia pronta a mettere a disposizione studi, documenti e approfondimenti già realizzati per alimentare un confronto pubblico che, secondo l’associazione, dovrà essere «serio, trasparente e verificabile».
Il tema della fusione tra Vibo Valentia e Jonadi torna così ad affacciarsi nel dibattito istituzionale. Un’ipotesi che continua a dividere la politica locale, ma che, almeno nelle intenzioni dei promotori, punta ad aprire una riflessione più ampia sul futuro assetto del territorio vibonese, partendo da una constatazione: quella che la città, nella sua dimensione urbana, sarebbe già nata nei fatti, anche se non ancora sulle carte della burocrazia.









