Dalla delegazione trattante emergono nodi ancora irrisolti: produttività in pagamento, ma resta aperta la questione dei buoni pasto e della valorizzazione del personale. Serve un intervento della Regione per garantire equità
A proposito dell’ultima riunione presso l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia della delegazione trattante tra la direzione aziendale, le organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto collettivo nazionale di lavoro e le Rappresentanze sindacali unitarie (RSU), si parla di un confronto, particolarmente atteso, dal quale sono emerse alcune novità ma anche criticità che continuano ad alimentare il malcontento del personale.
Da tempo ViViPress segue con attenzione le vicende della sanità vibonese, convinta che la tutela del diritto alla salute passi inevitabilmente anche attraverso il rispetto dei diritti di chi ogni giorno garantisce il funzionamento degli ospedali e dei servizi territoriali. Medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo rappresentano la vera ossatura del sistema sanitario e non possono essere lasciati nell’incertezza su istituti contrattuali e trattamenti economici che spettano loro.
Secondo quanto riferito, i punto più delicato dell’incontro ha riguardato l’attribuzione del DEP 2025.
L’Asp ha fatto riferimento ad un parere richiesto all’Avvocatura della Regione Calabria che stabilirebbe che il beneficio possa essere riconosciuto soltanto al 50% del personale in possesso dei requisiti previsti dal contratto e che abbia presentato regolare domanda, nonostante – è stato evidenziato durante la riunione – le risorse economiche disponibili sarebbero sufficienti per finanziare tutti gli aventi diritto.
Una posizione che ha trovato la netta opposizione di tutte le organizzazioni sindacali e delle RSU.
L’Azienda avrebbe ribadito di non poter procedere diversamente, annunciando però che nei prossimi giorni saranno effettuati ulteriori conteggi per verificare la possibilità di ampliare il numero dei dipendenti beneficiari.
Una vicenda che rischia di aprire un nuovo fronte di tensione all’interno dell’Asp. Se le risorse esistono, appare difficile comprendere perché debba essere esclusa una parte dei lavoratori che possiedono gli stessi requisiti. È proprio in situazioni come questa che diventa indispensabile un chiarimento definitivo da parte della Regione Calabria, affinché siano garantiti criteri uniformi e, soprattutto, equi.
Sul fronte della produttività relativa agli anni 2022, 2023 e 2024, l’Azienda ha comunicato che gli uffici stanno completando le procedure necessarie.
L’obiettivo annunciato è quello di liquidare nel mese di agosto le spettanze riferite agli anni 2022 e 2023, mentre proseguono le attività anche per la definizione del 2024.
Una notizia certamente positiva, pur trattandosi di somme attese da tempo dai lavoratori.
Altro tema particolarmente sentito riguarda gli arretrati dei buoni pasto.
Attualmente il pagamento sarebbe previsto esclusivamente per i dipendenti che hanno promosso ricorso, mentre per tutto il restante personale si resta ancora in attesa di una soluzione condivisa.
Nel corso della riunione, il commissario Vittorio Sestito avrebbe spiegato che la Regione Calabria sta lavorando all’individuazione di una linea comune valida per tutte le Aziende sanitarie provinciali, così da consentire il riconoscimento degli arretrati anche ai lavoratori che, pur avendone i requisiti, non ne hanno ancora beneficiato.
Nel frattempo, la questione resta aperta e continua a suscitare forti perplessità.
Tra gli stessi rappresentanti dei lavoratori emerge la convinzione che, per accelerare la definizione della vicenda, sia ormai necessario un confronto diretto con la Regione Calabria.
È stato inoltre annunciato un nuovo incontro dedicato alla definizione del regolamento sui buoni pasto, destinato a disciplinare in maniera organica la materia.
Sul tavolo ci sarà anche il rinnovo degli incarichi di funzione in scadenza nel mese di agosto, tema che coinvolge numerosi dipendenti e che richiede risposte tempestive per evitare ulteriori incertezze organizzative.
Ancora una volta emerge una problematica che ViViPress ha più volte evidenziato: la sanità non può essere rilanciata soltanto attraverso nuovi investimenti nelle strutture, ma deve necessariamente passare dalla valorizzazione del capitale umano.
Ogni ritardo nei pagamenti, ogni interpretazione restrittiva delle norme contrattuali e ogni disparità di trattamento finiscono inevitabilmente per incidere sul clima lavorativo e, indirettamente, sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Per questo appare fondamentale che Regione Calabria e ASP individuino rapidamente soluzioni condivise che evitino discriminazioni tra lavoratori in possesso dei medesimi requisiti. Garantire certezze contrattuali significa anche rafforzare un sistema sanitario che, soprattutto nella provincia di Vibo Valentia, continua ad affrontare enormi difficoltà e non può permettersi di perdere ulteriormente la fiducia di chi ogni giorno opera con professionalità al servizio della collettività.











