L’allarme della Cia Calabria Sud: No ai pannelli sui terreni agricoli, va difesa la vocazione produttiva del territorio. Si fermi la sottrazione di suolo all’agricoltura
La tutela del suolo agricolo torna al centro del dibattito nel Vibonese. Dopo la pubblicazione sul sito della Regione Calabria del progetto denominato “Pizzo Vinci”, promosso dalla società Fri-El Spa, la Cia – Agricoltori Italiani Calabria Sud lancia un appello alle istituzioni affinché venga fermato l’iter autorizzativo di quello che viene definito un impianto agrivoltaico, ma che, secondo l’organizzazione agricola, rappresenterebbe una massiccia occupazione di terreno fertile destinato alle coltivazioni.
Il progetto prevede la realizzazione di un impianto da 45 megawatt, con oltre 61 mila pannelli fotovoltaici distribuiti su una superficie di quasi 100 ettari, interessando principalmente la Piana degli Scrisi, nel territorio di Pizzo, con opere connesse nei comuni di Maierato, Sant’Onofrio e Filogaso.
Per la Cia Calabria Sud la questione non riguarda la contrapposizione tra agricoltura ed energie rinnovabili, bensì la necessità di trovare un equilibrio tra sviluppo energetico e salvaguardia delle aree produttive.
«La terra deve essere coltivata per produrre cibo», ribadisce il vicepresidente Nicola Monteleone, richiamando la posizione espressa dall’assemblea territoriale della Cia svoltasi nei mesi scorsi a Vibo Valentia.
Il tema sollevato dall’organizzazione agricola è destinato ad alimentare il confronto pubblico. La Piana degli Scrisi, infatti, non rappresenta soltanto un’estesa area agricola, ma uno dei territori storicamente più fertili della provincia di Vibo Valentia, considerato per decenni il “granaio del Vibonese”. È qui che viene coltivato il grano Rosia, varietà iscritta nel Registro regionale della Biodiversità e recentemente riconosciuta dal Ministero dell’Agricoltura tra le varietà italiane da conservazione. Lo stesso territorio rientra inoltre nell’area di produzione della DOP Pecorino del Monte Poro e della futura DOC “Costa degli Dei”, progetto di valorizzazione enologica promosso dal Gal Terre Vibonesi.
Per la Cia appare quindi contraddittorio investire, da un lato, nella valorizzazione delle produzioni identitarie e, dall’altro, consentire la sottrazione di vaste superfici agricole proprio nelle aree dove queste produzioni trovano origine.
Tra gli aspetti che destano maggiore preoccupazione vi è anche la previsione del vincolo preordinato all’esproprio per i terreni interessati dal passaggio del cavidotto che collegherà l’impianto alla cabina elettrica.
Secondo quanto riportato nella documentazione progettuale, sarebbero 213 i proprietari coinvolti nei quattro comuni interessati. Un elemento che, secondo la Cia, rende ancora più delicata la vicenda e che richiede il massimo coinvolgimento delle comunità locali.
La posizione dell’organizzazione agricola è netta ma non ideologica.
La Cia ribadisce di non essere contraria alle fonti energetiche rinnovabili, ritenute indispensabili nel percorso della transizione ecologica, ma sostiene che tali investimenti dovrebbero essere orientati verso soluzioni che non sottraggano superfici coltivabili. L’indicazione è quella di incentivare maggiormente l’Agrisolare, utilizzando le coperture di aziende agricole e industriali, oltre alle numerose aree industriali dismesse presenti sul territorio.
Una strategia che consentirebbe, secondo l’associazione, di incrementare la produzione energetica senza compromettere la capacità agricola della Calabria.
La Piana degli Scrisi custodisce anche un importante patrimonio storico e paesaggistico.
L’area è attraversata dall’antica Via Popilia, conserva il Casale degli Scrisi, edificato in epoca spagnola agli inizi del Settecento, la storica Fontana degli Scrisi e si trova a poca distanza dall’antica Rocca Angitola e dall’Oasi del Lago Angitola.
Un insieme di elementi che rafforzano, secondo la Cia, il valore identitario del territorio e che meriterebbe politiche orientate alla valorizzazione piuttosto che alla sua trasformazione.
Per discutere del progetto e valutare le iniziative da intraprendere, l’Associazione Contadini Maierato (ACM) ha convocato un’assemblea pubblica per venerdì 24 luglio presso il Centro di Aggregazione Sociale di Maierato.
La Cia Calabria Sud ha già annunciato la partecipazione dei propri dirigenti, confermando il sostegno all’iniziativa.
Al di là delle diverse posizioni che inevitabilmente emergeranno nel corso dell’iter autorizzativo, il caso della Piana degli Scrisi pone una questione destinata a diventare sempre più centrale anche in Calabria: come conciliare la necessaria transizione energetica con la tutela del suolo agricolo, della biodiversità e delle produzioni di qualità.
È un equilibrio delicato che richiede programmazione, confronto e scelte lungimiranti. Perché la sfida della sostenibilità non può limitarsi alla produzione di energia pulita, ma deve includere anche la difesa di una risorsa non rinnovabile come il terreno agricolo, da cui dipendono la sicurezza alimentare, il paesaggio e l’identità stessa delle comunità rurali.











