Sgomento nell’intera comunità dei pescatori che passandogli davanti la salutavano attraverso un popolare rito propiziatorio
Un nuovo episodio di vandalismo colpisce la statua di San Francesco di Paola custodita nella nicchia della Seggiola, a Pizzo. La scultura è stata sottratta dal suo alloggiamento e successivamente ritrovata in pezzi nei pressi della Grotta Azzurra.
A dare l’allarme un pescatore del luogo nelle prime ore del mattino, quando, prima di recarsi in mare per la consueta giornata di pesca, si sarebbe rivolto come ogni volta alla statua con un segno della croce però, il santo non era più al suo posto. Il pescatore avrebbe cercato di capire dove fosse finita la statua, controllando anche nelle immediate vicinanze, tra le imbarcazioni e lungo la stradina della zona, ma nulla.
Solo a ritorno della sua pescata ha saputo che la statua di S. Francesco era stata ritrovata poco distante, nei pressi della Grotta Azzurra, completamente distrutta.
Un gesto che suscitato particolare amarezza in tutta la comunità visto che S. Francesco non è solo il patrono della Gente di Mare, dei naviganti e dei pescatori, è anche il santo protettore della Calabria e soprattutto la devozione a San Francesco di Paola a Pizzo ha un profondo legame spirituale e identitario legato al passaggio del santo nel 1464.
Al taumaturgo è anche dedicato il Santuario, una volta chiesa di San Rocco, retto dall’Ordine dei Minimi (in latino Ordo Minimorum): frati di ordine mendicante, detti anche paolotti, sorti nel XV secolo a opera di Francesco di Paola, che si caratterizzano per la spiritualità penitenziale vissuta attraverso l’osservanza di un quarto voto di vita quaresimale; i frati minimi si dedicano particolarmente alla predicazione e al ministero della riconciliazione.











