A stabilirlo PM della DDA d Catanzaro, Maria Frustaci
Non c’è pace per Maria Chindamo, la donna 44enne scomparsa il 6 maggio 2016 davanti alla sua azienda agricola a Limbadi e il cui corpo non fu mai ritrovato.
Ore il PM della DDA d Catanzaro, Maria Frustaci, ha iscritto 8 persone nel registro degli indagati e disposto nuove perizie biologiche e dattiloscopiche i cui accertamenti verranno svolti dal RIS di Messina il 14 e 21 settembre.
Si tratta di Giovanni Capone, Vincenzo e Francesco Arceri, Tommaso e Antonino Biondo, Sasho Emilov Dimitrov, Davide Errigo e Laurenthiu Georghe Nicolae, le accuse vanno dall’omicidio aggravato da premeditazione e metodo mafioso all’occultamento di cadavere, infatti tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti quella più accreditata è che il corpo della donna sia stato dato in pasto ai maiali e infine eliminate le ultime tracce con una fresa di un trattore Tra di loro anche parenti dell’ex marito della vittima, suicidatosi nel 2015, suicidio che sarebbe alla base di tutta la vicenda infatti si ipotizza che il suocero di Maria Chindamo, Vincenzo Punturiero, ormai deceduto, abbia collaborato con Salvatore Ascone, 60 anni di Limbadi, attualmente a processo a Catanzaro accusato di aver collaborato alla pianificazione ed esecuzione dell’omicidio.
I reperti chiave su quali si dovrà fare luce sono la fresa con tracce di sangue sulla lama, un Mitsubishi Pajero con macchie ematiche, le scarpe sportive trovate nella casa rurale di Maria, due mozziconi di sigaretta con Dna riconducibile a Dimitrov, la Dacia Duster della donna, una cintura spezzata e una Fiat 500 sequestrata a dicembre.












