• Contatti
lunedì, Gennaio 12, 2026
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati

Don Fiorillo, compito del cristiano è “andare a fare casa” per combattere l’attuale inverno relazionale

da admin_slgnwf75
29 Agosto 2024
in è domenica
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 30 ottobre

di Mons. Giuseppe Fiorillo

Ti potrebbe anche piacere

Don Fiorillo, dobbiamo imparare ad immergerci nella vita di tutti i giorni con dolori, gioie e contraddizioni

Don Fiorillo, dobbiamo imparare ad immergerci nella vita di tutti i giorni con dolori, gioie e contraddizioni

11 Gennaio 2026
139
Don Fiorillo, Dio “non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne una più certa e maggiore”

Don Fiorillo, Dio “non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne una più certa e maggiore”

21 Dicembre 2025
157

Carissime/i,
con questa pagina del vangelo di Luca (Lc,18,1-10) sempre in cammino verso Gerusalemme, siamo a Gerico, dove avviene un incontro particolare, carico di grande umanità.

“In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, che cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomoro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua.”

Gerico, un sicomoro, un uomo: su questi tre nomi Luca (e solo lui fra gli Evangelisti!) costruisce una storia della misericordia di Dio fra le più toccanti dei Vangeli.

Gerico (la profumata).

Al tempio di Gesù era una rinomata stazione climatica, raffinata e mondana. Era frequentata da personaggi importanti della politica e della finanza. Anche Erode, costruito un lussuoso palazzo, passava l’inverno con la sua corte.
Gerusalemme, la città santa col suo profumo d’incenso, Gerico, la città corrotta dai lascivi costumi!

Il sicomoro (l’albero della follia).

Pianta che fa parte della vegetazione subtropicale.
Questo albero, originario dell’Egitto, ha anche un nome greco che significa “fico a forma di mora”. Amos, il profeta, vissuto nell’ottavo secolo a. C. era un raccoglitore di sicomori, quando Dio lo chiama a denunciare il malcostume dei governanti ed il culto ridotto a pura esteriorità.
Diviene celebre questo albero dal momento in cui rientra nella narrazione di Luca.

Zaccheo (il puro, l’innocente).

Zaccheo, a Gerico, è un alto funzionario del fisco romano che, con i suoi esattori, prosciuga le tasche dei poveri. È odiato e bestemmiato da tutti, ritenuto venduto all’invasore e perduto per sempre. Questa storia senza senso di Zaccheo acquista luce piena con l’intervento di Gesù, itinerante verso Gerusalemme.

30 ottobre

Per Gesù Zaccheo è principalmente un uomo con il suo nome proprio, degno di attenzione, perché “anche lui è figlio di Abramo”.
Difatti Gesù, giunto sotto l’albero, alza gli occhi verso l’alto e incrocia lo sguardo smarrito del nascosto tra il folto fogliame, creando, così, uno spazio di fiducia e di libertà con quel “Zaccheo scendi subito, oggi, devo venire a casa tua”. Risveglia in lui il desiderio di “altro”, di una vita nuova.
Gesù non condanna la sua pessima condotta di capo dei pubblicani, non dice convertiti, cambia vita e poi verrò a casa tua. No, al contrario! Dice: “oggi devo venire a casa tua”.

Oggi anche noi dobbiamo andare nelle periferie esistenziali per fare casa, cioè, dare fiducia, creare un clima relazionale nel quale l’altro, l’emarginato, a qualunque livello, ricco o povero che sia, si senta soggetto di storia.
È questo, oggi, il compito del cristiano: andare e fare casa a scuola, negli uffici, in famiglia, nelle chiese, sul luogo di lavoro. Fare casa, perché avvertiamo un rigido inverno relazionale, uno smarrimento sconcertante nei giovani e negli adulti, quale conseguenza della pandemia che tarda ad andarsene, delle guerre che rendono gli uomini folli, dei paperon dei paperoni che affamato l’umanità…

Sul testamento di Zaccheo: “ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto”, scende la benedizione: “oggi per questa casa è venuta la salvezza”

La benedizione del Signore, anche oggi, scende su chi come Zaccheo ” non guarda indietro, ma va avanti sulle tracce di Cristo” (Filippesi 3,13);su chi aiuta gli altri a diventare migliori:

  • l’indù ad essere un indù migliore;
  • il musulmano ad essere un musulmano migliore;
  • un cristiano ad essere un cristiano migliore.
    (santa madre Teresa di Calcutta)

Buona domenica con la novità che ci viene da uno dei detti dei padri del deserto della Tebaide (terzo secolo dopo Cristo).
A chi chiedeva: “Abba’ Antonio, cosa fai oggi?”
Abba’ Antonio, padre dei monaci e novantenne, rispondeva :”io oggi, ricomincio”.
Don Giuseppe Fiorillo

Tags: gesùvangelo

admin_slgnwf75

Articoli Simili

Don Fiorillo, dobbiamo imparare ad immergerci nella vita di tutti i giorni con dolori, gioie e contraddizioni

Don Fiorillo, dobbiamo imparare ad immergerci nella vita di tutti i giorni con dolori, gioie e contraddizioni

da admin_slgnwf75
11 Gennaio 2026
139

Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 11 gennaio di Mons. Giuseppe Fiorillo Carissime, carissimi, con questo episodio, che ci...

Don Fiorillo, Dio “non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne una più certa e maggiore”

Don Fiorillo, Dio “non turba mai la gioia dei suoi figli, se non per prepararne una più certa e maggiore”

da admin_slgnwf75
21 Dicembre 2025
157

Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 21 dicembre di Mons. Giuseppe Fiorillo Carissime, carissimi, con questo brano del vangelo...

Don Fiorillo: Gesù non dimostra, ma mostra un orizzonte di speranza

Don Fiorillo: Gesù non dimostra, ma mostra un orizzonte di speranza

da admin_slgnwf75
14 Dicembre 2025
147

Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 14 dicembre di Mons. Giuseppe Fiorillo Carissime, carissimi, domenica scorsa, abbiamo lasciato Giovanni...

Don Fiorillo, Giovanni a chi direbbe oggi “razza di vipere”?

Don Fiorillo, Giovanni a chi direbbe oggi “razza di vipere”?

da admin_slgnwf75
7 Dicembre 2025
152

Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 7 dicembre di Mons. Giuseppe Fiorillo Carissime, carissimi, la pagina del vangelo di...

Prossimo

Il Lago di Resia e le campane sommerse. In Val Venosta, tra Italia, Austria e Svizzera

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
colacchio gif maker

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews