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Don Fiorillo, Gesù viene incontro liberando dalle catene del passato e riconsegnando gli antichi sogni

Don Fiorillo, Gesù viene incontro liberando dalle catene del passato e riconsegnando gli antichi sogni

da admin_slgnwf75
7 Maggio 2025
in è domenica
Tempo di lettura: 3 minuti
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Riflessioni sulle pagine del Vangelo di domenica 4 maggio

di Mons. Giuseppe Fiorillo

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Carissime, carissimi,

la liturgia della parola della 3ª domenica di Pasqua ci propone la lettura della prima parte dell’ultimo capitolo del Vangelo di Giovanni. Accostiamoci al testo:

“Si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natale di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo ed altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: “Io vado a pescare”. Gli dissero: “Veniamo anche noi con te”. Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: “Figlioli, non avete nulla da mangiare?” Gli risposero: “No”. Allora egli disse loro:”Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “È il Signore!”. Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito e si gettò in mare”. (Giovanni 21,1-19).

I sette Discepoli , lasciata Gerusalemme, ritornano in Galilea e, su invito di Pietro “Io vado a pescare”, si mettono in barca per riprendere l’antico mestiere. Pietro e gli altri si sono arresi, tornano alla vita di pescatori. Su quelle rive, tre anni prima, avevano accolto la sfida di Gesù :vi farò pescatori di uomini. Per tre anni hanno vissuto la bella storia, seguendo Gesù per città e villaggi della Palestina. Hanno gioito nel partecipare alla moltiplicazione dei pani e dei pesci; hanno glorificato Dio quando venivano guariti i lebbrosi, i ciechi, gli zoppi, i sordi… Ma ora tutto è finito, in una notte ed un giorno, col processo e la condanna e la crocifissione.
Il ritorno al passato ha tutta l’aria di un fallimento… Nessuna meraviglia! Anche la nostra vita, alle volte, sperimenta l’amarezza del fallimento: fallimento lavorativo, affettivo, familiare, relazionale. Il senso del fallimento, come è avvenuto per gli Apostoli, ci spinge a rifugiarci nel passato, visto come luogo più tranquillo, in rapporto al futuro, fragile ed incerto.

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Gesù va incontro ai suoi, liberandoli dalle catene del passato e riconsegnando loro gli antichi sogni, con gesti umani: “Figliuoli, non avete nulla da mangiare? Risposero no. Allora egli disse loro: gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”
E gettarono la rete e, contro ogni speranza, prendono una grande quantità di pesci da non riuscire a tirarla sù; e la rete non si spezza.
Intanto sulla riva l’uomo misterioso aveva già acceso il fuoco, la grigliata era pronta e c’era anche il pane: pane e companatico. Tutti mangiano in silenzio e nessuno osa dire al cuoco: tu chi sei? Perché sapevano bene che era il Signore.

Ora sulla riva, attorno al fuoco, fumante di pesce fresco, Gesù aiuta Pietro a riconciliarsi con le sue fragilità con la triplice richiesta: Pietro, figlio di Giovanni, mi ami più di ogni cosa? Pietro tremante per il freddo (si era buttato in acqua per raggiungere più veloce il Signore!) ed, ancor più, per il triplice tradimento, consumato la notte del processo, risponde: sì, ti amo, Signore.
E così, con l’amore riconquistato, ritorna il sogno: sarete pescatori di uomini.

Gli apostoli si incamminano, d’ora in poi, per le vie del mondo, sollevando un vento di Pace, Giustizia, Fraternità. Vento che, attraverso i secoli è giunto fino a noi… e non si ferma con noi ..ma cammina, cammina, soffiando sempre e creando “cieli nuovi e terre nuove”(Apocalisse).

Buona domenica con la gioia di Cristo Risorto e vivo nelle nostre storie quotidiane.

Don Giuseppe Fiorillo

Tags: catenegesùpassatosognivangelo

admin_slgnwf75

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