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La farsa di Istanbul, le morti di bambini e gli affari miliardari

La farsa di Istanbul, le morti di bambini e gli affari miliardari

da admin_slgnwf75
18 Maggio 2025
in opinioni
Tempo di lettura: 4 minuti
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Se si vuole lavorare per la pace e se si vuole salvare persone inermi e quel che resta delle terre e delle città, i cosiddetti grandi della terra impongano l’immediato cessate il fuoco

di Franco Cimino

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“Su Gaza non condividiamo la posizione di Israele…”. La Presidente del Consiglio.

“Incontriamoci, parliamoci, guardiamoci, negoziamo, trattiamo“. Il Papa.

Manca il dolore in queste parole. In tutte manca il dolore vero. Che ha un solo nome, un solo sentimento. E supera pure quello della stessa pietà. Categoria morale addirittura inadeguata in questo tempo di stragi continue.

Il dolore muove dal profondo del cuore e genera indignazione, ribellione, reazione “armata” dall’amore profondo per il genere umano. Quello che, davvero, vuol disarmare le guerre. E l’odio, che le motiva e le sostiene. Disarmare anche gli egoismi, propri di quella voglia di arricchimento e di potere, che rappresentano l’altro elemento che motiva, genera e sostiene le guerre.

Mi dispiace dover rilevare che questo dolore manchi anche nelle parole del mio Papa, la guida della Chiesa cattolica, cui aderisce da sempre il mio animo di fedele e di cristiano.

Oggi abbiamo assistito a una bella sceneggiata. In Istanbul, dove si attivano solo le tattiche. Anche dei capi di Stato, che hanno direttamente o indirettamente, responsabilità nella guerra in Ucraina. Tattiche e sceneggiate, per propagandare sé stessi presso la pubblica opinione mondiale. E il proprio elettorato.

Anche Zelensky le fa, comprensibile a mio avviso solo in parte. Mettere in difficoltà Putin, stanarlo dalla posizione di chiusura nella quale si è stupidamente trincerato. Tattica più netta, quella di Putin. Infatti, restando a casa e inviando una delegazione di terzo livello gli riesce meglio verificare la posizione dell’Ucraina e quella statunitense sulla sua rigida richiesta di mantenere i territori conquistati. Che al momento, si badi bene, sono più estesi di quelli che si era prefisso di occupare muovendo l’attacco armato a quel Paese.

Fa tattica anche Trump, restando in questi giorni comodamente dentro i palazzi d’oro e di marmo pregiati dei paesi arabi straricchi. E con i quali sta facendo affari di diamante. Mille miliardi di dollari di commesse l’altro ieri. Più di mille ieri. Ogni paese arabo, che tocca, sono dollari fumanti come le pistole. Migliaia di miliardi che entrano in soli tre giorni nelle casse americane, senza considerare gli altri che potrebbero prendere giri molto diversi da quelli ufficiali.

Tattica la fa la Commissione Europea, che, esclusa, anche per sua debolezza e scarsa capacità politica, da ogni tavolo di trattativa e di negoziato, minaccia con una pistola giocattolo la Russia, che se frega.

Oggi all’Europa non guarda più neppure il leader ucraino, che si è consegnato completamente al Presidente americano. La cui finta forza, da debolezza è stata trasformata in potenza dalla paura e dai complessi di inferiorità degli altri paesi. Quelli occidentali, soprattutto. E dallo stesso Putin, che non ha più nulla né da temere né da minacciare.

Tattica la fa il governo italiano che, aldilà delle dichiarazioni formali a favore dell’Ucraina, sempre più deboli e contraddittorie, resta alla finestra a guardare. E davanti alla cornetta del telefono abbassato attende che il “capo” americano chiami.

Tattica la fanno i partiti presenti in parlamento. Tutti. Soprattutto, quelli dell’opposizione, che dicono parole vuote. Tattiche appunto. Anch’esse prive di dolore. E senza che alcuno dei loro capi rappresenti una posizione chiara e credibile nei confronti delle guerre in atto.

Tattica la fa il presidente della Turchia, quell’Erdoğan che proprio nel ruolo di pacifista e pacificatore non lo vedrebbe neppure la moglie.

Oggi si parla dell’Ucraina. Ed è un bene che lo si faccia. Ma del massacro che ancora continua da parte di Israele nei confronti del popolo palestinese e delle sofferenze cui esso è sottoposto per il mancato arrivo dei generi di prima necessità, alimentari e medicinali innanzitutto, di tutto questo, di quella tragedia, neppure una parola. Eppure ieri, con la solita scusa di colpire un comandante di quel folle, stupido, falso, crudele, esercito di Hamas, (ancora non me lo levo dalla testa il sospetto che l’attacco assurdo e criminale del famoso sette ottobre del duemilaventitre sia stato voluto o consentito per scatenare l’inferno ancora acceso) è stato colpito un ospedale, uccidendo oltre cinquanta persone, di cui ventotto minori. Tra questi vi sono moltissimi bambini. Un’autentica vergogna, questa crudeltà.

Una vergogna aggravata dalle bugie e dalle ipocrisie consumate da parte dei governi considerati democratici e pacifisti. Aggravata, vieppiù, dalla indifferenza che si allarga progressivamente nella gente. Nella pubblica opinione mondiale. E nelle popolazioni dei paesi cosiddetti civili.

Se si vuole lavorare per la pace, volontà cui io personalmente non credo molto, e se si vuole salvare persone inermi e quel che resta delle terre e delle città, i cosiddetti grandi della terra, leader religiosi compresi, impongano l’immediato cessate il fuoco. Affinché nessun altro bambino, nessun’altra donna, nessun altro anziano, nessun altro uomo, nessun altro soldato, venga ucciso in questi giorni della più grande farsa che il mondo conosca.

Tags: affaribambinifarsaistanbulmorti

admin_slgnwf75

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