Riceviamo e pubblichiamo. Volentieri pubblichiamo
L’inattesa, inimmaginabile china che la vicenda legata alla richiesta di un luogo per svolgere la prevista attività motoria ai ragazzi della scuola media Bruzzano ha assunto palesandosi un vero e proprio “scontro istituzionale” tra la Scuola ed il Comune a causa della “dura, aggressiva” lettera del “primo cittadino” alla dirigente scolastica Mimma Cacciatore, sta scuotendo e preoccupando famiglie e ragazzi (anzi… scolari, come li ha definiti il sindaco nella succitata lettera).
Ma i ragazzi (gli scolari) e le loro famiglie non vogliono conflitti. Alle famiglie interessa il bene e la crescita culturale. E ai ragazzi/scolari interessa poter studiare ogni materia del programma scolastico con uguale dignità ed impegno. Per questo hanno scritto questa nota che hanno posto alla nostra attenzione e che noi pubblichiamo così come ci è pervenuta. Molto volentieri pubblichiamo.
Sognando la normalità: la voce dei ragazzi della Scuola Bruzzano… che sognano una scuola come tutte le altre.
Non chiedono privilegi, non protestano per avere meno compiti o giornate più leggere. I ragazzi della Scuola di Bruzzano chiedono soltanto la normalità: una struttura adeguata, una palestra dove poter fare la loro ora di educazione motoria come in ogni altra scuola, un bagno per maschi e femmine, un’aula multimediale dove imparare e crescere nel mondo di oggi.
Dietro queste richieste non c’è polemica, ma un desiderio semplice e profondo di dignità. C’è la voglia di vivere la scuola come un luogo sicuro, accogliente, all’altezza delle loro potenzialità.
Eppure, ciò che dovrebbe essere un diritto — studiare in un ambiente adatto — viene percepito da qualcuno come una provocazione.
Il sindaco, invece di ascoltare la voce dei ragazzi e di chi ogni giorno li accompagna nel percorso educativo, ha reagito con indignazione, leggendo in queste richieste una minaccia o una critica personale. Ma i ragazzi e la loro comunità non vogliono creare conflitti: vogliono costruire. Vogliono essere ascoltati.
Accanto a loro c’è la dirigente scolastica, che con coraggio e determinazione continua a lottare per dare ai suoi studenti ciò che meritano: una scuola dove imparare serenamente, dove sentirsi parte di qualcosa di bello e giusto.
Perché la scuola non è solo muri, aule o palestre: è un luogo di diritti, di sogni, di futuro.
La richiesta dei ragazzi della Bruzzano non è un atto di ribellione, ma un appello alla coscienza civile: “Vogliamo solo una scuola come tutte le altre”.












