Il sindaco e la sua giunta si dovrebbero ricordare che nell’atto di amministrare una città la si amministra anche nell’interesse di chi è schierato su ben altre posizioni politiche
di Salvatore Berlingieri
Ebbene sì, il concerto di capodanno a Vibo Valentia, è stato un concerto divisivo, non tanto per la scelta del gruppo la cui arte è fuori discussione.
Lo è stato per i messaggi lanciati dal palco: attacco al governo; presa di posizione contro il ponte e via dicendo. Per carità, sono tutte posizioni legittime e l’esercizio della critica e del dissenso devono rappresentare un valore, sempre.
Sono posizioni legittime quando sono espresse in ben altri contesti, che non siano quelli di una amministrazione che propone una serata di musica e di sano divertimento.
Il sindaco e la sua giunta si dovrebbero ricordare che nell’atto di amministrare una città la si amministra anche nell’interesse di chi è schierato su ben altre posizioni politiche.
Certo, concordo sul fatto che l’Italia democratica è nata dalla resistenza antifascista, che non era solo di sinistra. L’Italia è una nazione antifascista e lo è anche quando un governo, dagli avversari definito fascista, presta giuramento sulla costituzione.
L’Italia è un Paese antifascista ma è altrettanto un Paese democratico e in quanto tale rifiuta qualsiasi forma di governo autoritario.
Il concerto, ancora, è stato divisivo per le tante bandiere il cui simbolo è antifascista, certo, ma richiama ad un sistema di governo altrettanto autoritario quanto quello del regime Mussoliniano.
È stato divisivo, infine, perché non ha saputo lanciare un messaggio di unità di intenti pur nella diversità ma solo un velato, poi non tanto velato, odio verso chi, legittimamente, la pensa diversamente da loro.
Questa non è democrazia, è altro…










