Il monito dell’ex Sindaco: In politica e nell’amministrazione, purtroppo, per chi è distratto, il tempo conta sempre
Leggo con un certo stupore – e con una punta di divertita indulgenza – la replica della maggioranza, che tenta di liquidare una questione seria rifugiandosi in un sarcasmo maldestro, come se l’ironia potesse supplire alla mancanza di approfondimento normativo. In fondo, mi aspettavo una risposta di questo tenore: quando mancano lo studio attento e la competenza tecnica, non resta che ricorrere all’aggettivazione creativa. Sono tuttavia lieta di aver acceso i riflettori su un problema che, nell’ombra della superficialità, rischiava di essere ignorato; se il mio intervento è servito a far riaprire i codici a chi siede in aula, allora la mia “tenerezza” ha già raggiunto un primo, utile risultato politico.
Così Maria Limardo che in tutta evidenza non rinuncia al suo personale ruolo di ex sindaco di Vibo Valentia.
Provo allora a fare chiarezza, non per “non essere dimenticata”, ma per rispetto verso i cittadini di Vibo Valentia – prosegue = che meritano amministratori informati e prudenti.
Come segnalato dall’ANCI e da autorevoli commentatori in materia tributaria, i commi da 102 a 109 della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) – quelli che disciplinano la possibilità per gli enti locali di intervenire sui propri carichi – non risultano coordinati con la nuova rottamazione dei carichi iscritti a ruolo dal 2000 al 2023, introdotta dall’articolo 23 della stessa. Quest’ultima norma riguarda infatti i carichi di competenza dell’Agenzia delle Entrate e degli enti previdenziali, ma non prevede alcun meccanismo attraverso il quale gli enti territoriali possano formalmente estendere l’adesione alle entrate di propria competenza già affidate alla riscossione di AdE-R. È esattamente questa asimmetria normativa che impone attenzione e che infatti ha indotto diversi esperti a richiamare gli enti locali a una condotta prudenziale, suggerendo di intervenire entro la data generale del 30 aprile, al fine di evitare incertezze interpretative e, soprattutto, contenziosi futuri.
Dunque no, non si tratta di “allarmismo”, ma di buona amministrazione. Quella che non aspetta che i nodi arrivino al pettine per poi dichiararsi sorpresa, ma che previene i problemi prima che ricadano sui cittadini.
Lascio volentieri il primato della “tenerezza” a questa maggioranza: la tenerezza di chi crede che il tempo non conti mai, ignorando le scadenze e le asimmetrie normative. Io continuo a pensare che amministrare significhi studiare le norme, ascoltare i soggetti istituzionali competenti e scegliere con responsabilità.
In politica e nell’amministrazione, purtroppo – conclude Maria Limardo – per chi è distratto, il tempo conta sempre









