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La frana di Niscemi e il ricordo di quanto accadde a Maierato: quando la diretta diventa memoria (VIDEO)

La frana di Niscemi e il ricordo di quanto accadde a Maierato: quando la diretta diventa memoria (VIDEO)

da Maurizio
31 Gennaio 2026
in attualità
Tempo di lettura: 3 minuti
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Le immagini della frana di Maierato del 2010 sono tornate di attualità mentre Niscemi affronta un dissesto simile. Il valore dell’informazione in tempo reale come testimonianza e monito

di Maurizio Bonanno

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Tanti amici questa mattina mi hanno contattato per segnalarmi che Rai3 ha riproposto un’intervista che qualche anno fa mi è stata fatta a proposito delle frana di Maierato.

Quella frana è passata alla storia per le spettacolari immagini video che mostrano l’intero versante di una collina scivolare a valle in tempo reale. La professionalità di Patrizia Venturino che era alla telecamera consentì di riprendere l’avvio di quel movimento rapido che spostò circa 10 milioni di metri cubi di terra in pochi minuti., mentre io, microfono accesso, raccontavo le emozioni, la paura di quegli attimi.

Fu questa combinazione del lavoro di due professionisti del mestiere che rese “eccezionale” la testimonianza diretta di quanto accadeva.

Aver rivisto oggi le immagini della frana di Maierato del 15 febbraio 2010 ha rappresentato un modo per tornare a uno di quei momenti in cui l’informazione svolge fino in fondo la propria funzione di servizio pubblico. Quelle riprese, realizzate mentre Patrizia Venturino ed io stavamo raccontando in diretta ciò che stava accadendo, documentarono l’istante esatto in cui il territorio cedeva. La diretta televisiva, in quel contesto, non è stata un semplice strumento di racconto, ma un atto di testimonianza: ha reso visibile e immediatamente comprensibile la portata dell’evento, senza mediazioni, senza possibilità di attenuarne l’impatto.

E la forza di quelle immagini sta proprio nella loro natura di diretta. Non c’è stata costruzione narrativa, non c’è stata retrospettiva, non c’è stato commento a posteriori. C’è stata la realtà che si manifestava mentre veniva raccontata. È in questi casi che il lavoro giornalistico assume un valore documentale che va oltre la cronaca del momento, diventando memoria collettiva. La diretta impone rigore, responsabilità, lucidità, perché ciò che viene mostrato entra immediatamente nel patrimonio condiviso di un Paese.

Per questo quelle immagini fecero il giro del mondo. Non solo per la rarità dell’evento, ma perché rappresentano uno dei pochi casi in cui un dissesto idrogeologico viene colto nel suo farsi, offrendo una prova incontestabile della fragilità del territorio.

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Oggi, nel rivederle alla luce di quanto sta accadendo a Niscemi, il loro valore si amplifica. Non sono più soltanto un documento eccezionale, ma un precedente, un riferimento, un monito che l’informazione ha il dovere di tenere vivo.

Le frane non sono mai esclusivamente “naturali”. Raccontarle in diretta significa sottrarle alla retorica dell’imprevedibilità e restituirle al terreno della responsabilità. Quelle immagini avrebbero dovuto continuare a interrogare istituzioni, comunità e decisori.

Rivederle oggi, mentre eventi simili producono conseguenze ancora più drammatiche, impone una riflessione severa: la testimonianza c’è stata, nitida e inequivocabile. La domanda è se siamo stati capaci di ascoltarla davvero. Niscemi ci dà già una risposta… inquietante.

Tags: dissestofranafrana di maieratoimmaginiinformazionemaieratomemorianiscemirai 3ricordo

Maurizio

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