Resta l’amarezza per una partita che, senza errori arbitrali macroscopici, avrebbe probabilmente raccontato un’altra storia
Una squadra che perde ed esce dal campo tra gli applausi del proprio pubblico è una squadra che ha dato tutto. È successo al “Luigi Razza”, dove la Vibonese cade di misura contro Nissa (0-1) ma lo fa a testa altissima, dopo una prestazione generosa, intensa e – soprattutto – pesantemente condizionata da una direzione arbitrale che lascia più di qualche ombra.
I rossoblù mettono alle corde una Nissa piena di nomi altisonanti, ma incapace di costruire vere occasioni da rete. Alla fine, il tabellino racconta di una vittoria siciliana firmata De Felice, ma la sensazione è che la gara sia stata decisa più da fischi cervellotici che da giocate sul campo. E non è un modo di dire.
Il signor Santinelli di Bergamo e il suo collaboratore di linea finiscono inevitabilmente sul banco degli imputati: troppe decisioni sbagliate, troppe interruzioni nei momenti chiave, fino all’episodio che decide il match. Al 42’ del primo tempo, De Felice batte Marano sugli sviluppi di un’azione viziata da un fuorigioco apparso evidente a tutti, tranne – incredibilmente – alla terna arbitrale.
E dire che, fino a quel momento, la Vibonese aveva fatto molto di più degli avversari.
L’avvio è di marca siciliana, ma si tratta più di possesso che di pericolosità: l’unica conclusione degna di nota è una punizione di Cittadino che si infrange sulla barriera. La Vibonese, invece, quando accelera fa male. Le occasioni vere sono tutte rossoblù. Quando il pareggio sembra il risultato più giusto, arriva la doccia fredda: De Felice segna, ma partendo oltre la linea difensiva. Per il pubblico del Razza è fuorigioco netto. Per l’arbitro no.
Nella ripresa la Vibonese aumenta ulteriormente i giri del motore. Dentro Coulibaly per dare peso all’attacco, mentre la Nissa si affida all’esperienza dei suoi ex, Terranova e Alagna. Ma, nonostante i cambi, i siciliani non tireranno mai nello specchio della porta.
Le occasioni migliori sono ancora per i padroni di casa: Carnevale va vicino al pari, poi Brunetti viene lanciato a rete ma l’arbitro ferma tutto per un fallo a centrocampo, fischiato con colpevole ritardo senza concedere il vantaggio. Nel finale, l’ennesima decisione incomprensibile: fuorigioco fischiato a Coulibaly con almeno sei avversari in linea davanti a lui.
Troppo anche per il pubblico, che rumoreggia ma alla fine applaude una Vibonese uscita sconfitta solo nel risultato.
È la seconda sconfitta consecutiva per i rossoblù, che non riescono a riscattare il ko di Favara.
Alla Vibonese resta la consapevolezza di essere viva, competitiva e capace di mettere in difficoltà chiunque. Resta però anche l’amarezza per una partita che, senza errori arbitrali macroscopici, avrebbe probabilmente raccontato un’altra storia. E questo brucia parecchio.








