Giorno del Ricordo 2026: una doverosa ricostruzione storica in chiave calabrese nel giorno dedicato alla vittime delle foibe
di Pasquale Scalamogna
Anche quest’anno, sento il dovere di ricordare ai Calabresi che il “Giorno del Ricordo”, istituito nel 2004 per rinnovare la memoria della tragedia di migliaia di italiani che, abitando nella Dalmazia, nell’Istria o in altre città poste lungo il confine con la Iugoslavia, dopo il 25 aprile 1945, quando in Italia si respirava già aria di liberazione, sono stati uccisi o fatti scomparire per ordine di Tito, riguarda intimamente la Calabria e, in particolare, il paese di Arena (VV), mio paese natio, e Sambiase (CZ), ma credo non siano i soli nostri paesi ad aver avuto martiri.
Di Arena (VV) era la Guardia di Pubblica Sicurezza Bruno Corbo di Nicola, nato il 26.04.1920, che, prestando servizio presso la Questura di Fiume, nel maggio 1945, è stato arrestato dagli Slavi di Tito, insieme al Commissario Capo, Dott. Amato Giuseppe, e ad altre 92 persone, per poi venire dichiarato disperso in data 14.06.1945, mentre del solo Dott. Amato si ha la certezza che è stato fucilato al campo di Grobnico in data 16.06.1945.

Di Sambiase (CZ) era, invece, il Sotto-brigadiere della Guardia di Finanza Salvatore Coccimiglio di Antonio, nato il 24/12/1899, che, catturato dalle truppe slave nella Caserma di Campo Marzio a Trieste e deportato in Jugoslavia, veniva dichiarato disperso in data 02.05.1045.
Per come risulta nell’Albo dei Premiati in ricordo delle Foibe, il riconoscimento del martirio di entrambi questi nostri conterranei è avvenuto con la solenne consegna agli eredi di un Diploma e una Medaglia alla loro Memoria.

Ricordiamo, con commozione, i nostri Martiri e tutti i migliaia di Italiani Infoibati e massacrati dagli Slavi di Tito.










