La prima seduta post-ritocco ha restituito l’immagine di una maggioranza ancora impegnata a trovare un equilibrio interno prima ancora di affrontare le questioni della città
Altro che “nuova fase”. A Palazzo Luigi Razza il primo Consiglio comunale dopo il rimpasto, ieri somigliava più a una prova generale con attori ancora intenti a discutere sul copione. E se l’operazione di maquillage della giunta doveva restituire slancio e compattezza, l’effetto scenico è stato quello di una compagnia teatrale che cambia protagonista a sipario già alzato.
Il cuore della rappresentazione è stato il Partito Democratico, alle prese con il passaggio di consegne alla guida del gruppo consiliare dopo l’ingresso in giunta dell’ex capogruppo Francesco Colelli. Un avvicendamento che, sulla carta, doveva essere lineare. Nella pratica, si è trasformato in una maratona di riunioni, sussurri nei corridoi e veti incrociati degni di un conclave in miniatura.
Alla fine, il nome uscito dal cilindro è stato quello di Laura Pugliese. Una scelta maturata dopo settimane di confronti serrati e pronostici smentiti in tempo reale. Fino a poche ore prima, infatti, nei corridoi si dava per favorita Maria Fiorillo. Poi, cambio di scena: “colpo di coda” e nuova capogruppo. Se qualcuno avesse venduto popcorn in Aula, avrebbe fatto affari.
Dai banchi dell’opposizione, Danilo Tucci (Cuore Vibonese) non si è lasciato sfuggire l’occasione di commentare la trama: «Un cinema fantastico che lascerà strascichi». E ha pure ironizzato su una “febbre improvvisa” che avrebbe colpito la Fiorillo proprio nel giorno del voto. Coincidenze di calendario, si dirà. Ma in politica, si sa, il tempismo è un’arte.
A rendere ancora più interessante la sceneggiatura è stata l’assenza iniziale dell’assessore Stefano Soriano, dato non irrilevante considerando che una parte del gruppo a lui vicina aveva espresso più di una perplessità sul metodo adottato per la scelta della capogruppo, con qualche frecciata indirizzata anche al presidente del Consiglio Antonio Iannello. Un dettaglio che la consigliera Maria Rosaria Nesci ha trasformato in battuta tagliente: il clima di armonia evocato dal sindaco? “Oggi non pervenuto”.
E a proposito di regia: non è passato inosservato l’allontanamento in apertura di seduta del sindaco Enzo Romeo. Versione ufficiale: colloquio urgente con alcuni cittadini. Versione ufficiosa, sussurrata tra i banchi: summit lampo per evitare che le tensioni interne si trasformassero in qualcosa di meno gestibile. In ogni caso, un’uscita di scena che ha aggiunto suspense a una trama già piuttosto vivace.
Romeo, rientrato in Aula, ha liquidato le critiche definendo gli avversari “esperti di cinema” e ridimensionando tutto a normale dialettica interna. Nessun dramma, solo fisiologia politica. Una lettura rassicurante, che però si scontra con un dato evidente: se per eleggere un capogruppo servono settimane di trattative e un finale a sorpresa, forse qualche nodo interno resta.
Nel suo intervento, Laura Pugliese ha parlato di responsabilità, ascolto, dialogo con le periferie e raccordo tra giunta e Consiglio. Parole misurate, da manuale della buona politica. Ora dovrà dimostrare di poter essere non solo la nuova protagonista, ma anche la mediatrice capace di ricucire lo strappo con l’area Soriano.
Perché il rimpasto doveva segnare l’inizio di una fase più solida e coesa. Invece, la prima seduta post-ritocco ha restituito l’immagine di una maggioranza ancora impegnata a trovare un equilibrio interno prima ancora di affrontare le questioni della città.
A Palazzo Luigi Razza il sipario si è chiuso tra applausi di circostanza e qualche smorfia trattenuta. La stagione è appena iniziata: resta da capire se sarà una commedia brillante o un dramma a puntate.










