Questa raccolta di poesie unisce la forza della testimonianza alla delicatezza dell’immagine poetica, ricordando che la poesia può ancora essere uno spazio di coscienza e di dialogo nel mondo
Nel panorama della poesia contemporanea italiana si inserisce con voce intensa e civile Michele Petullà, autore calabrese che con la raccolta Ceneri e mandorli. Poesie per Gaza e per la pace (Libritalia Edizioni) propone un itinerario poetico capace di unire memoria, dolore e speranza. Il volume è stato segnalato tra le opere proposte al Premio Strega Poesia 2026, uno dei più prestigiosi riconoscimenti dedicati alla poesia in Italia. La silloge nasce come risposta poetica alle tragedie e alle ferite del nostro tempo, ma al contempo si configura come un gesto di resistenza della parola. Attraverso immagini simboliche – la cenere, segno della distruzione e della perdita, e i mandorli, emblema di rinascita e fioritura – Petullà costruisce un percorso lirico che attraversa il dolore del mondo senza rinunciare alla possibilità della speranza.
Una poesia tra testimonianza e impegno, quella di Michele Petullà.

Nel libro, la scrittura poetica diventa spazio di riflessione etica e civile. Le liriche sono attraversate da un forte senso di responsabilità della parola, che si trasforma in strumento di memoria e di dialogo tra i popoli. Non a caso la raccolta è stata definita da alcuni commentatori come un’opera “necessaria”, capace di commuovere e scuotere il lettore, invitandolo a meditare sulle grandi questioni della contemporaneità. Il riferimento alla tragedia di Gaza e alle guerre che attraversano il mondo emerge come sfondo costante delle poesie, ma la scrittura di Petullà evita il tono retorico: preferisce invece un registro lirico essenziale, fatto di immagini simboliche e di una lingua che alterna intensità emotiva e tensione spirituale.
Tutto è legato dal simbolismo di cenere e mandorli.
Il titolo stesso della raccolta racchiude la chiave interpretativa dell’opera. La “cenere” rappresenta ciò che resta dopo la distruzione: la memoria delle vittime, il silenzio delle macerie, il dolore della storia. I “mandorli”, invece, rimandano alla prima fioritura dell’anno, simbolo di rinascita e promessa. Questa contrapposizione attraversa tutta la silloge e diventa metafora della condizione umana: da un lato la fragilità e la violenza del presente, dall’altro la possibilità di una rinascita morale e spirituale.
Poeta, scrittore e giornalista originario del territorio vibonese, Michele Petullà si è distinto negli ultimi anni in diversi concorsi letterari nazionali, ottenendo riconoscimenti e partecipazioni come finalista in premi dedicati alla poesia. Con Ceneri e mandorli l’autore conferma una poetica che coniuga dimensione lirica e impegno civile, dando voce a una sensibilità che guarda al Mediterraneo e alle sue ferite.
E adesso si proietta verso il Premio Strega Poesia 2026.

La proposta dell’Editore Libritalia al Premio Strega Poesia 2026, selezionata tra le tante opere del catalogo, rappresenta per la raccolta un importante riconoscimento nel panorama letterario nazionale. Il premio, nato negli ultimi anni come sezione dedicata alla poesia del celebre Premio Strega, seleziona ogni anno le opere più significative pubblicate in Italia, contribuendo a valorizzare la vitalità della poesia contemporanea. In questo contesto Ceneri e mandorli si presenta come una raccolta che unisce la forza della testimonianza alla delicatezza dell’immagine poetica, ricordando che la poesia può ancora essere uno spazio di coscienza e di dialogo nel mondo.










