Referendum, dibattiti e platee fantasma: sei parlatori, otto uditori e una foto sfocata. Ecco Il dibattito più esclusivo della città
di Marcello Bardi
Davvero non mancavano i problemi a Churcill e Clementine. Ma che anche il referendum potesse diventarlo, non se lo attendeva nessuno.
Già, il referendum di cui interessa solo ai partiti perché gli altri continuano ad ignorarne persino i quesiti, tuttavia, è sempre un’ occasione per organizzare qualche dibattito e far vedere quanto vali, mostrando i muscoli.
Così da giorni tutti i peones si stanno esercitando con risultati….esaltanti.
Avete visto, ad esempio, quanta gente ha portato Nato alla biblioteca? Neanche i famosi 30 iscritti c’erano.
Al massimo, si contavano otto-dieci entità, compresa madre Teresa. Ecco perché di foto neanche l’ombra, tavolo dei parlatori a parte, e quella che è venuta fuori era sfocata e fatta di rapina… da qualche ragazzaccio.
Per Nato e qualche altro nostalgico sono finiti i bei tempi, allorché potevano farsi belli con la platea del buon notaro. In fondo, però, il nostro non ha fatto brutta figura: sei parlatori, otto uditori… ci si può riprovare!
Anche perché ormai Nato conta eccome nel mondo al contrario della “Vibo Vera”: Radio Cerasarella sostiene che a sinistra sia proprio lui l’interlocutore preferito da Churcill, pronto a smantellare il cartellone di Ionadi redatto da Lele da Acquaro, Stefanuccio da Piscopio, Gigi il Serrese ed Enzo il barba, su input di messer Nicola, con il placet del solito Notaro, che non la vogliono finire di fare i … democratici e continuano a recalcitrare contro il tavolo del baccarat e quel grand’uomo di don Ciccio finalmente convertito alla lex di Clementine, vera dominatrice di …menti!
Già, ce l’hanno tutti con Don Ciccio, l’unico che ha capito come funziona…
Così, dopo la svolta di gennaio, un’altra ne è in programma per l’estate nel gran palazzo.
Il tavolo dei saggi è sulla via della costituzione. In mancanza d’altro, isolato come non mai, Churcill pare voglia affidare proprio al mitico Nato la presidenza. A meno che, il primo maggio, i suoi uditori non siano meno di sette!
Ma non accadrà!
Tonio, don Ciccio, madre Teresa e soprattutto il tavolo del baccarat daranno una mano.
E allora, il new deal è pronto: con Nato e Tonio il futuro è garantito . Se non bastassero loro, in commissione potrebbe entrare pure il Camerlengo, creativo e tempestivo come pochi!
E se servisse qualche altro professore, di luminari non ne mancano alla corte di Clementine che sa come convincere gente disposta ad abbassare la testa per molto meno di trenta denari!
Con loro, Churchill arriverebbe comodamente in fondo al suo mandato, senza patemi e senza danni…e dei cantieri, delle scuole, delle strade, delle frane, del traffico, dei disabili, chi se ne frega?
Nessuno ha mai cambiato il mondo, al massimo ha rattoppato qualche buca!
E per quella ancora bitume ce n’è!
Iamu, iamu… a lavoro vagabondi!









