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La sanità in Calabria? Funziona bene, almeno nel mio caso

La sanità in Calabria? Funziona bene, almeno nel mio caso

da admin_slgnwf75
20 Marzo 2026
in sanità
Tempo di lettura: 3 minuti
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Storia vera di una buona sanità raccontata, certificata, da un cittadino che vuole far sapere la sua esperienza, quella di una sanità calabrese che funziona. Nel suo caso

di Luigi Stanizzi

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Ma chi dice che la sanità non funziona in Calabria? Falso. Per quanto mi riguarda!
Storia vera.

Forte giramento di testa, cado in casa. Soccorso immediato figlio e moglie, nessun miglioramento… Prima di padre Pio e/o Natuzza c’è un numero magico: 118. Disteso sul pavimento, mondo finito o, meglio, indefinito. Passa tempo, non so quanto, credo poco rispetto alla richiesta di intervento. Arrivano voci estranee ma famigliari, in casa. Specialisti.

Che ha? Come stai? Mi tirano su il naso, mi stringono il capezzolo… Reagisco! Capiscono subito, niente di grave. E scaricano subito la tensione di operatori sanitari, 118, navigati, prima di tutto uomini e donne di alta professionalità e umanità: non sta morendo. E già questo li solleva. Cercano di interloquire, ma per sicurezza attivano il protocollo: pressione sanguigna, temperatura, flebo, non so cos’altro ma tutto e anche il resto sempre con alta professionalità e, non secondario, con alta umanità.

La vena si trova? Batti sulla mano o sul braccio. E poi le battute tranquillizzarti: “Vuoi le coccole? Hai fatto festa? Collabora? Apre gli occhi? No, li tiene chiusi”.

Quattro mosse e da terra, loro, gli invisibili, i criticati umiliati operatori della sanità calabrese mi mettono su un qualcosa – forse un telo – e poi sulla barella, credo. Mi portano giù, dondolando. Ingresso in ambulanza, credo. Non parte subito. Accertamenti in loco e, poi, il viaggio rincuorante, con battute rassicuranti fatte apparentemente tra di loro ma mirate al paziente… se mai riesca a percepirle.

Viaggio nella notte o forse all’alba sulle strade amene, sui dolci tappetini asfaltati del capoluogo di Calabria. E dopo tanti sussulti e scuotimenti meccanici sull’ambulanza, che supera tutte le classiche buche, caratteristica delle strade di Catanzaro, finalmente l’approdo al mitico ospedale Pugliese. Sono salvo! All’ospedale Pugliese!

Il più criticato, odiato, vituperato ospedale della Calabria ma contestualmente anche – incredibile – il più amato, perché considerato il migliore di tutti. E, infatti, i pazienti notte e giorno arrivano da tutta la regione. La barella col barellato a bordo transita dall’ambulanza umano-sanitaria, giunta a destinazione dopo il percorso di guerra, al Pronto Soccorso dell’ospedale Pugliese, anzi dell’azienda Dulbecco presidio Pugliese, se mai l’azienda ospedaliera Dulbecco avrà la capacità di avere un Pronto soccorso all’altezza dello storico Ospedale Pugliese!

O, la Dulbecco, anche di un semplice Pronto soccorso a Germaneto come sarebbe doveroso.
Il resto è routine in questo bel contesto umano sanitario: il medico dell’ambulanza, e qui echeggia un prestigioso antico nome altisonante “‘Sognoretta”, e quello di un collaboratore, Rotundo, che consegnano il paziente al sanitario Luciano Silipo e quindi ai medici del Pronto soccorso Annabella Catone e Yoannis YMM Mendez Mendez. Ma ci sono altri nomi non emersi seppure ugualmente importanti, quelli dell’ autista, dei collaboratori, infermieri, di altri medici… Alta professionalità e umanità!

Tutti come per caso, di passaggio, in corsia del Pronto soccorso fanno finta di chiedere informazioni a me, al paziente che hanno soccorso temendo il peggio. Vedono che collaboro, che le cose per me finalmente vanno abbastanza bene ma non fanno a tempo a goderne. C’è un’altra chiamata al 118!

E via… verso chissà dove, c’è un altro da salvare. Non c’è tempo neanche per i saluti, per conoscere i nomi di questi angeli custodi, o, meglio, di angeli soccorritori.

È questa la storia vera di una buona sanità raccontata, certificata, da un cittadino che vuole far sapere a tutti attraverso la stampa la sua esperienza, quella di una sanità che funziona. Nel suo caso.

Tags: 118ambulanzacalabriamediciOspedale “Pugliese”pronto soccorsosanitàstoria vera

admin_slgnwf75

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