Ieri sera si è consumata una inimmaginabile tragicommedia: Romeo convoca un tavolo con i sindacati; poi estromette la Cisal, si becca insulti e improperi, quindi si pente e chiede scusa
La sequenza temporale la dice lunga sul caos che si è generato ieri pomeriggio a Palazzo Luigi Razza.
Si comincia di buon ora con il tavolo che il sindaco ha personalmente convocato chiamando a raccolta tutti i sindacati. Dopo poco, all’insorgenza di CGIL CISL e UIL, lo stesso Romeo si smentisce ed estromette la Cisal. A quel punto, il responsabile regionale del sindacato Vitaliano Papillo si lancia in una invettiva dai toni forti e crudi. Lo sgarbo appare così forte, inaccettabile, da far insorgere anche l’esponente del PD Stefano Soriano, assessore di Enzo Romeo.
A quel punto, il sindaco si rende conto di averla fatta grossa e per uscirne manda in avanscoperta il suo superconsulente. Infatti, poco dopo le 21 dalla mail del “Capo di Gabinetto del Sindaco”, parte un comunicato indirizzato a tutte le redazioni “per fornire una doverosa quanto sincera dichiarazione in merito alla riunione interlocutoria tenutasi questo pomeriggio nel Palazzo Comunale, riunione indetta per informare le sigle sindacali del territorio sul tema urgente della delocalizzazione dei depositi costieri della Meridionale Petroli.
A questo punto partono le virgolette per fare intendere che quello che segue sono le parole con le quali il sindaco Romeo chiede, in sostanza, scusa.
“Le dinamiche delle relazioni sindacali talvolta possono determinare, a chi non le padroneggi, inconsapevoli incomprensioni. Nel ritenere la riunione aperta e informale, su un tema d’interesse generale, diffuso e trasversale, avevo invitato le diverse sigle sindacali, non essendo a conoscenza di alcuni rapporti di distinzione rispetto ai quali mi sono ritrovato sorpreso. Nell’immediatezza ho inteso proporre una separazione dei tavoli per un’informativa distinta ma altrettanto valevole e soprattutto priva di alcuna gerarchia di ruoli e di autorevolezza”.
Ciò premesso, il virgolettato prosegue: “Sono stato frainteso per un errore, compiuto in buona fede. Pertanto, desidero esprimere, a nome mio personale e dell’Amministrazione comunale di Vibo Valentia, le più sincere scuse alla CISAL, nelle figure del Segretario Generale Francesco Cavallaro e del Segretario Regionale Vitaliano Papillo per quanto accaduto e per aver indotto tale malinteso. Ritengo e riteniamo che la CISAL sia una componente importante nel percorso
intrapreso”.
Cosparsosi il capo di cenere, il comunicato stampa si chiude: “Spero che un errore di valutazione non metta in discussione l’unità d’intenti. Occorre ora più che mai un prossimo incontro per definire insieme le soluzioni attese dall’intera comunità vibonese”.
Ma ormai la frittata è stata fatta, le sollevazioni conseguenziali non mancano. Fra queste, dopo Papillo e Soriano, arrivano le parole del gruppo di opposizione Cuore Vibonese.
Quanto accaduto nella sede comunale di Vibo Valentia rappresenta un episodio che non può essere archiviato come una semplice incomprensione tra sigle sindacali, ma che solleva interrogativi seri sull’autorevolezza e sul ruolo di guida del sindaco Enzo Romeo – scrivono Giuseppe Cutrullà, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria – Come gruppo consiliare “Cuore Vibonese”, riteniamo gravissimo che, in un tavolo istituzionale convocato dallo stesso primo cittadino su una questione così delicata come la delocalizzazione dei depositi costieri, si sia consentito che dinamiche di veto tra organizzazioni sindacali prevalessero sul principio fondamentale del confronto democratico. Ancora più incomprensibile appare l’esclusione di una sigla come la CISAL Calabria, che nel nostro territorio rappresenta una realtà sindacale presente, radicata e portatrice degli interessi di numerosi lavoratori. Ignorarne il contributo significa impoverire il confronto e non tenere conto di una parte significativa della comunità”.
La scarsa autorevolezza del sindaco – ricordano i congilieri del gruppo Cuore Vibonese – era già emersa chiaramente nel corso del tavolo sulla vicenda della Meridionale Petroli; quanto accaduto oggi non fa che rappresentare l’ennesima conferma di ciò che denunciamo da tempo. Un sindaco ha il dovere di garantire pluralismo, rispetto e partecipazione. Non può permettersi di apparire condizionabile o, peggio ancora, subordinato alle pressioni di parte. La scelta di non imporre una linea chiara e inclusiva ha dato invece l’impressione di una guida debole, incapace di gestire un momento istituzionale cruciale per il futuro della città”.
“La vicenda dei depositi costieri – proseguono – non è una questione di appartenenza sindacale: riguarda la sicurezza dei cittadini, la tutela dei lavoratori e le prospettive economiche e turistiche di Vibo Valentia. Proprio per questo, escludere – di fatto – una componente dal confronto unitario rappresenta un errore politico grave. Il ruolo di un primo cittadino non è quello di mediare al ribasso o subire decisioni altrui, ma di assumersi la responsabilità delle scelte, garantendo equilibrio e autorevolezza”.
La richiesta con cui concludono, intanto, è in qualche modo già attuata con quella nota diramata qualche ora dopo l’accaduto: “Per queste ragioni, chiediamo al sindaco di chiarire pubblicamente quanto accaduto e di ristabilire, per il futuro, condizioni di confronto realmente democratiche, inclusive e rispettose di tutte le rappresentanze coinvolte”.









