Le dichiarazioni ai nostri microfoni del papà Martino, il giorno dopo la fine di una richiesta di verità durata ben 14 anni. Adesso, la certezza della pena
Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta “Jerakarni”, emerge una risposta che si attendeva da anni: Filippo Ceravolo, il diciannovenne ucciso non era il bersaglio: il vero obiettivo dei killer sarebbe stato Domenico Tassone, alla guida dell’auto colpita quella sera.
Una svolta che scuote le coscienze e rinfranca un intero territorio.
È la svolta che tutti chiedevamo, soprattutto Martino Ceravolo, il padre del giovane Filippo che mai si è rassegnato e finora ha sempre gridato la sua sete di giustizia, la sua richiesta di verità e che ha accolto questa notizia con un senso di liberazione.
Nell’incontrarlo, il giorno dopo, l’emozione è ancora forte.









