28 aprile Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro: l’Asp presenta l’analisi nella provincia di Vibo Valentia
Il 28 aprile si celebra la “Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro” promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) per sensibilizzare sulla prevenzione di infortuni e malattie professionali. L’obiettivo è promuovere una cultura della sicurezza, fondamentale per garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre.
L’Asp di Vibo Valentia, attraverso il proprio ufficio, ha emanato un comunicato attraverso il quale presenta un’analisi della situazione nel proprio territorio di competenza.
Nel biennio 2024–2025 si registra una diminuzione degli infortuni sul lavoro nella provincia di Vibo Valentia, ma il quadro resta articolato, con episodi gravi e una costante attenzione nei comparti più esposti come edilizia e agricoltura.
Secondo i dati INAIL, nel 2024 nella Regione Calabria sono state presentate 740 denunce di infortunio, scese a 660 nel 2025 (-10,8%). In calo anche i casi più gravi.
I dati riferiti ai ricoveri ospedalieri registrati presso il Presidio di Vibo Valentia sono passati da 24 nel 2024 a 18 nel 2025 (-25%). Un andamento che suggerisce un possibile miglioramento delle condizioni di sicurezza, ma che va letto con cautela.
Il Direttore del Servizio PISAL dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia Anna Maria Renda, in sinergia con il Management Aziendale, sottolinea che “La riduzione degli infortuni rappresenta un segnale incoraggiante, ma non può far abbassare la guardia”. Persistono “criticità nei comparti a maggiore rischio e gli eventi mortali dimostrano che è necessario continuare a investire in prevenzione, formazione e vigilanza”.
Il fenomeno degli infortuni sul lavoro continua a interessare prevalentemente lavoratori uomini, occupati nei settori più esposti. Nel 2025, l’83,3% degli infortuni ha coinvolto uomini, mentre le donne rappresentano il 16,7%, in aumento rispetto all’anno precedente. L’età media degli infortunati si attesta intorno ai 50 anni, con una concentrazione nella fascia 40–60 anni.
“I dati confermano una maggiore esposizione al rischio nei settori a prevalenza maschile, come edilizia, industria e agricoltura, tuttavia, l’aumento degli infortuni femminili, seppur su numeri contenuti, richiede attenzione, soprattutto nelle fasce di età più avanzate” – spiegano i tecnici della prevenzione del Servizio P.I.S.A.L. Luigi Sesto, Simona Ponessa e Ludovica Scaramuzza. Nonostante il calo complessivo, resta alto il livello di attenzione sugli eventi più gravi. Nel 2024 si è verificato un infortunio mortale in edilizia e nel 2025 si è verificato un infortunio mortale nel settore agricolo, mentre già nel primo trimestre 2026 si registra un decesso in edilizia, che ha coinvolto un lavoratore di 28 anni.
“Gli infortuni mortali, soprattutto quando coinvolgono lavoratori giovani, rappresentano eventi inaccettabili, per questo L’azienda Sanitaria di Vibo Valentia ha investito in nuovi Tecnici della Prevenzione al fine di rafforzare ulteriormente le misure di prevenzione nei comparti più esposti– evidenzia il Direttore del Servizio.
Nel 2025 è cresciuta in modo significativo l’attività di vigilanza: le indagini sugli infortuni sono passate da 4 nel 2024 a 8 nel 2025, i controlli per infortuni hanno interessato principalmente:
- 2 indagini in cantieri stradali
- 3 indagini nel settore edilizio
- 2 indagini nel settore industriale
- 2 indagini nel settore del montaggio di luminarie (riconducibile al comparto dei servizi/impiantistica temporanea o lavori in quota)
- 1 indagine nel settore agricolo, relativa all’evento con esito mortale
“L’incremento delle attività ispettive rientra in una strategia mirata di prevenzione avviata dal secondo semestre 2025 – spiegano ancora i tecnici – Interveniamo prioritariamente nei comparti a più alto rischio, con azioni di controllo ma anche di assistenza e informazione alle imprese, a tal fine abbiamo predisposto due procedure operative pubblicate sul Sito ufficiale ASP e, in futuro, pensiamo di coinvolgere anche gli istituti scolastici del territorio Provinciale”
Fondamentale anche il lavoro in rete con le altre istituzioni: “La sicurezza sul lavoro è un obiettivo che richiede un approccio integrato, prosegue in maniera strutturata la collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL), le Forze dell’Ordine, la Questura e gli altri enti preposti ai controlli, al fine di garantire interventi coordinati ed efficaci sul territorio”.
Il contesto produttivo della provincia è caratterizzato da una forte presenza di micro e piccole imprese, attive soprattutto nei servizi, nel commercio, nel turismo e nelle costruzioni. Oltre il 40% delle aziende è concentrato in pochi comuni, mentre nelle aree interne il tessuto imprenditoriale è più frammentato. In generale, su un totale di 16.276 aziende attive (dati Camera di Commercio dic. 2025), circa il 42,8% è localizzato in soli cinque comuni (Vibo Valentia, Tropea, Pizzo, Ricadi e Nicotera), con il comune capoluogo che da solo concentra oltre il 23% delle imprese provinciali.
Tra queste, la Meridionale Petroli Srl, attiva nel comparto della preparazione e miscelazione di derivati del petrolio, rappresenta la principale impresa della provincia configurandosi come un polo rilevante nel settore energetico e logistico-industriale. Nel comparto delle bevande alcoliche e della distillazione opera la Distilleria F.lli Caffo Srl, mentre il settore della lavorazione e conservazione dei prodotti ittici è rappresentato da due importanti imprese, la Giacinto Callipo Conserve Alimentari Srl e la Intertonno Srl evidenziando il ruolo strategico della filiera agroalimentare e della trasformazione del pescato. Infine, nel comparto manifatturiero metalmeccanico si colloca la Metalsud Lo Gatto Srl, attiva nella fabbricazione di infissi e strutture metalliche, rappresentativa del settore industriale legato alle costruzioni e alla trasformazione dei metalli.
Nel primo trimestre del 2026 (febbraio-marzo) si sono già registrati 4 infortuni sul lavoro, distribuiti tra i settori ferroviario, edilizio e industriale. Tutti gli eventi hanno coinvolto lavoratori di sesso maschile, con età compresa tra i 28 e i 57 anni, confermando la maggiore esposizione al rischio infortunistico nei settori a prevalente occupazione maschile. Di particolare rilievo risulta l’infortunio mortale verificatosi nel mese di febbraio, che ha coinvolto un lavoratore di 28 anni, evidenziando come il rischio di eventi gravi e fatali possa interessare anche le fasce di età più giovani.
Parallelamente, è stato avviato un rafforzamento delle attività di vigilanza ordinaria ed sono state avviate nuove procedure operative, con finalità informative per imprese e lavoratori ma anche per Medici Competenti: “Accanto ai controlli, puntiamo molto sulla diffusione della cultura della sicurezza – concludono dallo S.P.I.S.A.L. – Informazione, formazione e collaborazione tra istituzioni e imprese sono strumenti fondamentali per ridurre in modo strutturale il fenomeno infortunistico”.
Naturalmente lo SPISAL si occupa anche di altre attività quali le verifiche periodiche e i controlli, anche congiuntamente ad altri enti istituzionali quali Ispettorato del Lavoro, Polizia, Carabinieri, Prefettura, Vigili Urbani. Da non dimenticare l’attività specialistica dei medici del Lavoro.









