Memoria, diritti e responsabilità storica in un momento intenso che ha messo in luce il ruolo delle nuove generazioni nel mantenere viva la memoria storica
Un momento di riflessione collettiva, costruito attorno alla memoria storica e all’impegno civile delle nuove generazioni. Il Liceo Statale “Vito Capialbi” ha ospitato, un intenso incontro dal titolo “Giornata della memoria del genocidio armeno e dei popoli dimenticati”.
L’iniziativa, promossa dal Comitato Scolastico per i Diritti Umani, ha visto la partecipazione attiva di studenti, docenti, rappresentanti della società civile e ospiti istituzionali, con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione pubblica le tragedie storiche spesso trascurate e il tema più ampio della difesa dei diritti umani.
A introdurre e coordinare l’incontro è stata Elisa Greco, attivista del Comitato Scolastico Diritti Umani del Liceo Capialbi, che ha aperto i lavori sottolineando l’importanza della memoria come strumento di consapevolezza e responsabilità.
I saluti istituzionali sono stati affidati ad Alberto Greco, che ha proposto un momento musicale con il Waltz in sol minore, e al dirigente scolastico Antonello Scalamandrè, che ha ribadito il ruolo della scuola come presidio educativo contro l’indifferenza. È intervenuto anche Don Fiorillo, già presidente di Libera Vibo Valentia, richiamando il valore dell’impegno civile e della lotta alle ingiustizie.
Il cuore della mattinata – per come raccontato da Amalia Carioti, Carol Criseo e Martina Macrì del Gruppo stampa Comitato Diritti Umani Liceo Capialbi (IVBSU) – è stato dedicato al ricordo del genocidio armeno, con gli interventi degli studenti Carol Criseo, Riccardo La Gamba, Dorotea Mendola, Giulia Malta, Martina La Scala e Amalia Carioti, che hanno proposto una riflessione dal titolo “Ricordare il genocidio armeno per non dimenticare”. Un momento intenso, che ha messo in luce il ruolo delle nuove generazioni nel mantenere viva la memoria storica.

A seguire, la scrittrice e giornalista Letizia Leonardi ha offerto un contributo di analisi e approfondimento, mentre Tehmine Arshakyan, rappresentante della comunità armena di Calabria, ha portato una testimonianza diretta, sottolineando il valore della trasmissione della memoria culturale e identitaria.
La musica è tornata protagonista con l’esecuzione del Notturno in do# minore di Chopin da parte di Stefano Condoleo, creando un momento di raccoglimento tra le varie testimonianze.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla condizione del popolo Saharawi. Gli studenti Noemi Idà e Teti Miriam hanno introdotto il tema “Il popolo Saharawi tra tradizione, resilienza e futuro”, seguiti da un approfondimento storico e politico curato da Alice Scidà, Maria Grazia Garzulli, Angela Gaudente e Petronilla Pontoriero, che hanno ricostruito la vicenda del popolo e del Fronte Polisario.
Sono poi intervenute Valentina Roversi, presidente della Rete Saharawi Italia, e Fatima Mahfud, rappresentante in Italia del Fronte Polisario, che hanno offerto uno sguardo diretto sulla situazione attuale e sulle sfide ancora aperte.
A concludere la mattinata è stata Anna Murmura, referente del Comitato Scolastico Diritti Umani del Liceo Capialbi, che ha ribadito il senso dell’iniziativa: trasformare la memoria in impegno concreto, affinché le tragedie del passato diventino strumenti di consapevolezza per il presente.
Un incontro denso, partecipato e profondamente educativo, che ha confermato ancora una volta il ruolo della scuola come spazio privilegiato di formazione civile, dialogo e costruzione della coscienza democratica.









