Il prefetto convoca il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e il vescovo fa visita alle aziende colpite. E giovedì sera una fiaccolata nella Zona Industriale
Il clamore dell’intimidazione alle cinque aziende del vibonese avvenuta la scorsa settimana, sta continuando a generare allarmismi tra la popolazione che ha paura di una recrudescenza di quel periodo di terrore che attanagliava il vibonese negli anni passati.
A muoversi per evitare che questo avvenga, non solo le forze dell’ordine, la DDA di Catanzaro, ma anche la prefettura che ha convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica durante il quale sono state disposte misure straordinarie a partire dall’aumento dei servizi di pattugliamento e vigilanza su tutto il territorio vibonese con un’attenzione particolare rivolta ai distretti industriali e ai siti produttivi considerati maggiormente a rischio.
L’intento è quello di assicurare un presidio continuo che funga da deterrente e, al contempo, tuteli la libertà d’impresa restituendo un senso di protezione a chi opera quotidianamente nella zona industriale, ribadendo che lo Stato non farà passi indietro di fronte alla logica del ricatto e della violenza.
Insomma “pugno duro” nei confronti di chi è il responsabile di questa escalation criminale.
Anche la chiesa si è mobilitata, il vescovo Attilio Nostro accompagnato dal vicario episcopale per la Pastorale e parroco della parrocchia Gesù Salvatore in Vena di Jonadi, don Roberto Carnovale, ha voluto dimostrare la vicinanza della Diocesi facendo visita alle cinque aziende vittime degli atti intimidatori.


“È stata un’occasione per esprimere solidarietà – si legge in una nota diramata dall’ufficio stampa della Diocesi di Mileto Nicotera e Tropea – e ribadire il sostegno dell’intera comunità diocesana a tutti coloro che non si arrendono di fronte alle violenze e all’ingiustizia.
Il Vescovo, a nome dell’intera comunità diocesana, ha condannato in modo fermo questi eventi sciagurati che devono essere da tutta la società civile contrastati, perché ledono quei sani principi della legalità che sono alla base del vivere quotidiano, fondamento imprescindibile per risanare il nostro territorio dalla violenza, dalla corruzione, dalle estorsioni e da tutto ciò che impedisce la creazione di prospettive durature per un futuro più solido.

Soprattutto, essi sono in aperto contrasto con il Vangelo della Vita di cui i discepoli di Cristo vengono dalla Chiesa costituiti testimoni per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone”.
La Parrocchia di Gesù Salvatore, aveva già programmato un evento mariano per la serata di giovedì 7 maggio alle 21.00, con una fiaccolata che si snoderà proprio lungo le vie della zona industriale in cui operano le imprese vittime degli atti intimidatori.

“Il Vescovo, insieme al Popolo di Dio, – prosegue la nota – ha deciso di prendere parte a questo evento nel quale sarà proprio l’effige della Madre di Dio a far visita a questi suoi figli, per portar loro un mazzo di rose simbolo della sua materna vigilanza e cura.
Sarà un’ulteriore occasione per esprimere solidarietà e vicinanza affidando al Cuore Immacolato di Maria non solo gli imprenditori ma anche le tante famiglie che dipendono da queste realtà industriali”.









