Condivisa la necessità di individuare risorse dedicate e di procedere, con carattere prioritario, su tre linee di intervento immediato:
Confindustria Vibo Valentia, a seguito del grave episodio intimidatorio che ha interessato nei giorni scorsi alcune imprese insediate nella zona industriale tra Vibo Valentia e Jonadi, conferma la propria ferma e incondizionata condanna verso ogni forma di violenza, pressione criminale o tentativo di intimidazione nei confronti del sistema produttivo.
Quanto accaduto non può essere derubricato a fatto isolato né considerato un problema che riguarda esclusivamente le aziende direttamente colpite. Si tratta di un attacco alla libertà d’impresa, al lavoro, alla sicurezza dei lavoratori e alla credibilità complessiva di un territorio che ha bisogno di rafforzare le condizioni minime per attrarre investimenti, sostenere le attività esistenti e generare sviluppo.
Proprio per questa ragione, Confindustria Vibo Valentia ha ritenuto necessario trasformare immediatamente la denuncia pubblica in un’iniziativa istituzionale concreta, sollecitando un intervento tempestivo e coordinato sulle principali criticità dell’area industriale denominata Aeroporto.
In conseguenza dell’intervento del Presidente di Confindustria Vibo Valentia, Rocco Colacchio, e del confronto attivato in piena sinergia con il Presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, l’Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Giovanni Calabrese e il Presidente di ARSAI Sergio Abramo, sono stati assunti impegni precisi finalizzati alla messa in sicurezza dell’area.
Le parti coinvolte hanno condiviso la necessità di individuare risorse dedicate, messe a disposizione dall’Assessorato guidato da Calabrese e di procedere, con carattere prioritario, su tre linee di intervento immediato:
• videosorveglianza, per rafforzare il controllo degli accessi e dei punti sensibili dell’area produttiva;
• illuminazione stradale, per superare una condizione di scarsa visibilità che rappresenta un fattore oggettivo di vulnerabilità;
• pulizia e ripristino del decoro dell’area, per restituire funzionalità, ordine e dignità a uno spazio strategico per il sistema economico locale.
Gli interventi, secondo gli impegni assunti, dovranno essere avviati entro 30 giorni, con una tempistica coerente con l’urgenza rappresentata dalle imprese e con la necessità di dare un segnale chiaro, visibile e verificabile.
Per Confindustria Vibo Valentia si tratta di un primo risultato importante, perché dimostra che la mobilitazione del sistema associativo può produrre risposte operative e non soltanto dichiarazioni di principio. La sicurezza delle aree industriali, infatti, non è un tema accessorio: è una condizione essenziale per consentire alle imprese di lavorare, investire, assumere e programmare il proprio futuro.Il Presidente Rocco Colacchio ha sottolineato come «le imprese non chiedano privilegi, ma condizioni ordinarie di sicurezza, decoro e funzionalità. Dove c’è impresa sana c’è presidio di legalità, lavoro stabile e sviluppo. Per questo ogni intervento sulle aree produttive deve essere considerato un investimento sul futuro del territorio».
Confindustria Vibo Valentia esprime piena fiducia nell’operato delle Forze dell’Ordine e degli organi investigativi, chiamati ad accertare responsabilità e dinamiche dell’accaduto, e conferma la propria disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni competenti affinché la risposta sia forte sia sul piano della repressione degli atti criminali sia su quello della prevenzione.
La posizione dell’Associazione resta netta: nessuna tolleranza verso ogni forma di intimidazione, pieno sostegno alle imprese colpite e massimo impegno affinché gli impegni assunti si traducano rapidamente in cantieri, impianti funzionanti, aree illuminate e spazi più sicuri.Il sistema delle imprese non arretra. Continua a fare la propria parte ogni giorno, investendo, producendo occupazione e generando valore per la comunità. Oggi, grazie all’intervento di Confindustria Vibo Valentia e alla disponibilità manifestata dalle istituzioni coinvolte, si apre una fase nuova: quella del passaggio dalla denuncia all’azione concreta.









