Intanto il prefetto convoca un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, allargato anche agli operatori commerciali e industriali del territorio
Una volta si diceva non c’è due senza tre, ora bisognerebbe continuare con non c’è cinque senza sei o andare all’infinito, visto che non si fermano le intimidazioni nel Vibonese.
Ultima in ordine di tempo quella nei confronti del titolare di un salone di bellezza della zona, la sua auto è stata raggiunta da diversi colpi di pistola mentre era parcheggiata sotto l’abitazione dell’imprenditore.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia che hanno avviato le indagini, come prima cosa hanno visionato tutte le immagini delle telecamere di videosorveglianza per cercare di capire se da queste si possano individuare eventuali responsabili, quindi stanno cercando di capire se ci possano anche essere collegamenti con gli atti intimidatori di qualche giorno fa nei confronti delle cinque aziende del vibonese, anche queste bersaglio di colpi di fucile.
E come se non bastasse c’è da registrare un ulteriore atto intimidatorio, questa volta però nel territorio del comune di Arena, gli operai di una ditta impegnata in alcuni interventi strategici di rifacimento dei sottoservizi stradali, questa mattina all’apertura del cantiere, hanno trovato una bottiglia contenente liquido infiammabile e, accanto, due proiettili.
I titolari, non appena avvertiti, hanno immediatamente sporto denuncia alla locale stazione dei Carabinieri che hanno già acquisito le immagini di videosorveglianza della zona, effettuato i primi rilievi e sequestrato il materiale rinvenuto.
Il tutto mentre in Prefettura si stava svolgendo un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, allargato anche agli operatori commerciali e industriali del territorio. Un vertice convocato per fare il punto sulla situazione e valutare possibili misure straordinarie di controllo e prevenzione.









