Uno è partito la Lamezia Terme con una piccola trasportata con una celletta termica al al “Bambino Gesù” di Roma, l’altro da Cagliari con un bambino che ha raggiunto il presidio pediatrico “San Donato” di Milano
Doppia operazione di emergenza per l’Aeronautica Militare, impegnata ieri in due trasferimenti sanitari urgenti per soccorrere due neonate di appena un giorno di vita in gravissime condizioni.
La prima missione ha riguardato una bambina ricoverata all’ospedale “Dulbecco” di Catanzaro, trasferita d’urgenza al “Bambino Gesù” di Roma a bordo di un Gulfstream G650 del 31° Stormo.
Il velivolo è partito da Lamezia Terme nel primo pomeriggio raggiungendo Ciampino dopo circa un’ora di volo. Durante il trasferimento la piccola è stata assistita da un’équipe medica specializzata e trasportata in una culla termica.


Nello stesso momento, un secondo intervento è stato organizzato dalla Sardegna per trasferire un’altra neonata dall’ospedale di Cagliari al presidio pediatrico “San Donato” di Milano. In questo caso, insieme alla bambina, ha viaggiato anche il padre.
Le operazioni sono state coordinate dalle Prefetture di Catanzaro e Cagliari insieme alla Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea dell’Aeronautica Militare, che gestisce missioni umanitarie e trasporti sanitari d’emergenza su tutto il territorio nazionale.
Questi interventi sono stati autorizzati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’organo preposto alla gestione e al coordinamento della flotta dei velivoli di Stato per le attività di pubblica utilità.
Le due missioni si sono svolte tempestivamente grazie al servizio costante di prontezza operativa degli equipaggi del 31° Stormo di Ciampino, uno dei reparti dell’Aeronautica Militare che assicura, 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, il trasporto sanitario d’urgenza di cittadini in situazioni di grave pericolo. Grazie alla rapidità d’impiego dei propri assetti, la Forza Armata garantisce una risposta immediata ed efficace al servizio del Paese e delle sue strutture sanitarie, riducendo al minimo i tempi di percorrenza verso i poli d’eccellenza medica nazionali.








