La Regione Calabria dichiara improcedibile il progetto del parco eolico industriale da 30 MW.
Polia, Filadelfia, Monterosso e Maierato rivendicano una battaglia condotta insieme: «Conta più la voce delle comunità degli interessi industriali».
Si chiude, almeno per il momento, con uno stop netto il percorso del contestato progetto eolico “Piano del Campo”, destinato a sorgere nel cuore dell’area delle Serre vibonesi. La Regione Calabria, con il provvedimento n. 193 del 15 maggio 2026 del Dipartimento per la Sostenibilità Ambientale – Settore Energia, ha decretato l’improcedibilità dell’istanza presentata dalla società proponente Fri-El S.p.A., mettendo fine all’iter che prevedeva la realizzazione di sette aerogeneratori per una potenza complessiva di 30 megawatt.
Una decisione salutata con evidente soddisfazione dai Comuni di Polia, Filadelfia, Monterosso Calabro e Maierato, che in un comunicato congiunto parlano apertamente di «vittoria straordinaria» per il territorio e per l’azione amministrativa condivisa portata avanti nelle ultime settimane.
Le amministrazioni comunali sottolineano come lo stop regionale sia arrivato a pochi giorni dal deposito dei pareri negativi formalizzati tra il 13 e il 14 maggio, frutto di un fronte comune costruito dai sindaci dei quattro centri interessati.Secondo quanto evidenziato nel comunicato, il decreto della Regione avrebbe recepito una serie di criticità rilevate sia dagli uffici comunali sia dall’Ente Parco Naturale Regionale delle Serre. Si parla di «gravissime lacune progettuali», «incongruenze documentali» e carenze tecniche che avrebbero compromesso definitivamente la procedibilità dell’intervento.
Tra gli aspetti contestati figurerebbero «clamorose variazioni progettuali» con potenziali ricadute persino sul territorio di Filogaso, non coinvolto nel procedimento, oltre a elaborati ritenuti contraddittori, mancanza di perizie giurate, assenza di analisi effettuate sul campo e insufficienti garanzie rispetto alle distanze dalle abitazioni censite.
Ma è soprattutto sul piano politico e identitario che i sindaci rivendicano il significato della decisione regionale: «L’improcedibilità decretata dalla Regione Calabria dimostra che avevamo ragione. Questa non è solo una vittoria burocratica, è il trionfo di una visione politica che mette al centro il rispetto dell’identità locale, della biodiversità e del nostro futuro economico legato al turismo sostenibile», affermano nella dichiarazione congiunta.
Una presa di posizione che chiarisce anche la linea dei Comuni rispetto ai temi energetici e ambientali: «Non eravamo e non siamo contrari alla transizione ecologica a prescindere, ma ci opporremo sempre con fermezza alle speculazioni che calano dall’alto sopra aree protette e di altissimo pregio naturalistico come le Serre», si legge ancora nel documento.
Parole che delineano un confine netto tra sviluppo sostenibile e quella che i sindaci definiscono industrializzazione incompatibile con le vocazioni territoriali dell’area.«Installare pale eoliche industriali a ridosso dei nostri boschi avrebbe inferto una ferita insanabile al paesaggio e azzerato gli investimenti fatti sui cammini, sulla valorizzazione dei borghi e sulla ricettività verde».
Nel comunicato trova spazio anche il riconoscimento per il lavoro tecnico e giuridico che ha accompagnato l’opposizione dei Comuni.«In questo percorso è stato fondamentale il supporto legale e tecnico che abbiamo ricevuto: per questo esprimiamo un profondo ringraziamento all’avvocato Maurizio Fernando Teti, che ha affiancato e sostenuto con straordinaria competenza i nostri Comuni in questa complessa battaglia amministrativa, permettendoci di far valere le nostre ragioni con rigore e fermezza».
Secondo gli amministratori, le criticità del progetto sarebbero state evidenti fin dall’inizio: «Le incongruenze del progetto erano evidenti sin dall’inizio, e il fatto che le parziali integrazioni dello scorso dicembre non abbiano sanato i vizi strutturali — ma anzi ne abbiano evidenziati di nuovi — conferma la bontà della nostra opposizione tecnica».
Non manca, inoltre, un passaggio di riconoscimento istituzionale verso la Regione Calabria e l’Ente Parco delle Serre.«Ringraziamo la Regione Calabria e i tecnici del Settore Energia per la puntualità del rigetto, e l’Ente Parco delle Serre per aver vigilato al nostro fianco», dichiarano i sindaci, rilanciando il valore dell’azione condivisa tra enti e territorio.
Il messaggio finale assume quasi il tono di una dichiarazione d’intenti per il futuro delle montagne vibonesi: «Oggi i Comuni hanno dimostrato che quando il territorio fa squadra a difesa del proprio patrimonio, la voce dei cittadini conta più degli interessi industriali. Piano del Campo resta intatta, ed è una promessa mantenuta per le generazioni future».
La vicenda del parco eolico “Piano del Campo”, che negli ultimi mesi aveva alimentato timori e discussioni tra residenti, operatori turistici e associazioni, si arresta dunque davanti al pronunciamento regionale. Ma i Comuni avvertono che la partita della tutela del territorio non si considera conclusa.Nel comunicato congiunto, infatti, Polia, Filadelfia, Monterosso Calabro e Maierato assicurano che «la vigilanza resta altissima», ribadendo la volontà di contrastare qualsiasi progetto ritenuto incompatibile con la salvaguardia paesaggistica e ambientale delle Serre.Per le amministrazioni coinvolte non si tratta soltanto di aver fermato un’opera, ma di aver affermato un principio: lo sviluppo, sostengono, non può prescindere dal consenso delle comunità e dalla tutela di un patrimonio naturale che rappresenta una risorsa identitaria, culturale ed economica per l’intero comprensorio.








