Il dirigente era stato già vittima di una brutale aggressione. Cresce l’allarme insieme alla solidarietà e alle richieste di risposte immediate “La città non può ripiombare nella paura”
Continuano le reazioni e gli attestati di solidarietà dopo l’incendio dell’auto del dirigente comunale Andrea Nocita, avvenuto nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo, a poche settimane dalla brutale aggressione subita dallo stesso funzionario. Un episodio che ha ulteriormente alimentato il clima di preoccupazione in città e che sta provocando una forte mobilitazione istituzionale, politica e sindacale.
Tra gli interventi più netti quello dell’ex sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, che parla di «gravità inaudita» e di un limite ormai superato. «Quello che sta accadendo a Vibo Valentia – scrive – non può lasciarci indifferenti». Maria Limardo ricorda la delicatezza del ruolo svolto dai dirigenti comunali «che ogni giorno si trovano a firmare atti, gestire procedimenti complessi e applicare provvedimenti di legalità in un territorio difficile».
L’ex primo cittadino richiama anche le parole del Segretario Generale del Comune sul venir meno di un clima di tranquillità: «Quando la macchina amministrativa arriva a dire che il segnale sembra essere “non devi venire più a Vibo”, significa che è stato superato un limite invalicabile». Da qui l’appello a una risposta forte dello Stato: «Servono risposte concrete, indagini rapide e un controllo asfissiante del territorio. Chi tocca un servitore dello Stato, tocca tutti noi». Quindi il messaggio finale rivolto al dirigente comunale: «Forza Andrea, la Vibo onesta è tutta al tuo fianco».
Sulla stessa linea anche la consigliera comunale di maggioranza Antonella Petracca, del gruppo Pd, che definisce gli episodi intimidatori «fatti gravissimi che non possono essere sottovalutati né archiviati come episodi isolati». Secondo Petracca «quando la violenza tenta di intimidire chi opera nelle istituzioni o nella pubblica amministrazione viene colpito il senso stesso della convivenza civile e democratica».
Nel suo intervento la consigliera rilancia anche una proposta concreta sul fronte della sicurezza urbana, chiedendo «un piano serio di videosorveglianza urbana nelle aree più sensibili della città». L’idea è quella di destinare parte dei proventi delle sanzioni del Codice della Strada all’installazione di nuove telecamere: «La sicurezza – afferma – non si costruisce solo con le parole o con la solidarietà di circostanza, ma con scelte amministrative chiare e interventi capaci di prevenire e contrastare ogni forma di violenza e intimidazione». Petracca conclude sottolineando che «Vibo Valentia è una città sana, fatta di cittadini onesti che meritano serenità e fiducia nelle istituzioni».
Preoccupazione viene espressa anche dal sindacato. Il segretario generale della CISL Magna Grecia, Daniele Gualtieri, e il segretario generale della CISL FP Magna Grecia, Antonino D’Aloi, parlano di «fatto gravissimo» che «accresce il clima di allarme e inquietudine». Secondo i rappresentanti sindacali il rischio concreto è quello di «un progressivo deterioramento delle condizioni in cui dirigenti, funzionari e dipendenti pubblici sono chiamati a operare».
«Quando chi lavora negli enti locali avverte un clima di esposizione, pressione o insicurezza – spiegano – non viene messa in discussione soltanto la serenità personale dei lavoratori, ma anche la piena capacità delle istituzioni di garantire servizi e risposte efficaci ai cittadini». Gualtieri e D’Aloi ribadiscono quindi la necessità di «rafforzare tutte le misure utili a garantire protezione e supporto a chi opera nella pubblica amministrazione».
Interviene anche il consigliere comunale Francesco Muzzopappa, già antagonista dell’attuale sindaco nella corsa a primo cittadino. Muzzopappa esprime solidarietà e vicinanza ad Andrea Nocita, sottolineando però «l’inquietante livello che la criminalità sembra aver raggiunto in una città che mai era arrivata ad un tasso di intimidazione così alto». Il consigliere auspica che «si faccia piena luce sulla vicenda e si faccia presto», perché «non è concepibile che Vibo Valentia debba sentirsi oppressa da una tale morsa di arroganza criminale».
Il gruppo dei Democratici e Riformisti del Comune di Vibo Valentia esprime la più totale, convinta e affettuosa solidarietà all’uomo e al professionista: Se non abbiamo rilasciato dichiarazioni a caldo, è perché abbiamo ritenuto necessario far precedere la parola a una riflessione profonda e dolorosa su quanto accaduto – esordiscono i componenti del gruppo – Si susseguono comunicati, si sono celebrati e si celebreranno nuovi consigli comunali sul tema, ma tutto diventa stucchevole esercizio di retorica se non ci si sofferma a considerare che nell’ultimo episodio chi si muove nell’illegalità ha colpito lo stesso uomo e nello stesso luogo a distanza di pochissimi giorni.
A loro giudizio, Siamo davanti ad un grave segnale d’allarme che apre tanti interrogativi e che non può e non deve essere ridotto a semplice fatto di cronaca.
Siamo convinti che Vibo Valentia non sia questa. Non è questa la città che i cittadini meritano, non è questa la comunità che vogliamo e che ci impegniamo a costruire ogni giorno tra tante difficoltà; ma Vibo, concretamente, oggi corre questo rischio drammatico. Confidiamo che ciò’ venga evitato grazie ad una risposta rapida da parte delle articolazioni statali garanti di sicurezza e legalità numerose e qualificate che hanno il controllo del territorio e che in tempi recenti hanno dato prova di incisività e concretezza.
Respingiamo con fermezza – concludono i Democratici e Riformisti vibonesi – l’idea che chi fa il proprio lavoro con onestà, chi esercita le proprie funzioni con onore e dignità all’interno della macchina pubblica, possa essere lasciato solo, possa rischiare di diventare il prossimo “Andrea Nocita di turno”.









