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Sottoposto ad amministrazione giudiziaria il casinò di Saint Vincent (video)

Sottoposto ad amministrazione giudiziaria il casinò di Saint Vincent (video)

da patriziaventurino
28 Maggio 2026
in cronaca
Tempo di lettura: 2 minuti
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Sarebe stata individuata come contesto utilizzato per il riciclaggio di proventi illeciti e per lo scambio di valori in esecuzione di accordi di natura criminosa

I militari del Comando Territoriale di Aosta della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione ad un decreto emesso dal Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione – con il quale, ai sensi del Codice Antimafia, è stata disposta l’amministrazione giudiziaria della Casa da gioco di Saint-Vincent.

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Il provvedimento, richiesto dalla Procura della Repubblica di Torino, rappresenta la prima applicazione dello strumento dell’amministrazione giudiziaria ad una casa da gioco, individuata dagli inquirenti quale contesto utilizzato per il riciclaggio di proventi illeciti e per lo scambio di valori in esecuzione di accordi di natura criminosa.

L’attività è la naturale prosecuzione delle indagini di polizia economico-finanziaria condotte dal Nucleo PEF di Aosta che avevano permesso di individuare un articolato sistema di riciclaggio incentrato sulla casa da gioco valdostana con sequestro, nello scorso mese di dicembre, di denaro contante, conti correnti, disponibilità finanziarie e immobili, sino alla concorrenza di circa 5 milioni di euro nei confronti di oltre trenta indagati, a vario titolo, per i reati di associazione a delinquere, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, ricettazione e corruzione di incaricato di pubblico servizio.

Tali condotte, poste in essere all’interno della Casa da Gioco, avrebbero beneficiato di un’ingiustificata inerzia dell’amministratore e di altri dirigenti, tale che si è ritenuto che la società, per colpa, non abbia messo a punto una struttura organizzativa adeguata e idonea a impedire la commissione di questi reati. In particolare, sarebbero emerse le lacune organizzative dell’ente, nonché l’atteggiamento passivo e agevolatorio dello stesso che ha, di fatto, consentito, dapprima, il diffondersi e, successivamente, il radicarsi di fenomeni illeciti, in particolar modo di corruzione e riciclaggio, senza impedirli in alcun modo.

Infatti, i responsabili del casinò, non direttamente coinvolti nei reati contestati, pur avendo captato molteplici segnali d’allarme, non avrebbero assunto alcuna iniziativa concreta e diretta, sorvolando negligentemente sui rispettivi obblighi di controllo e segnalazione previsti, tra l’altro, dalla normativa antiriciclaggio.

La condotta sopra descritta avrebbe configurato la cosiddetta colpa di organizzazione in quanto l’azienda sebbene si fosse dotata, almeno sulla carta, di procedure volte ad impedire il verificarsi di fenomeni criminosi, nei fatti avrebbe disatteso le regole cautelari formalizzate nel modello organizzativo.

Il Tribunale della prevenzione, ritenendo l’odierna misura la sola idonea a rimuovere quelle “situazioni tossiche” che avrebbero creato l’humus favorevole affinché una casa da gioco ampiamente rinomata si trasformasse in un ambiente facilmente permeabile ad attività illegali, ha disposto un “tutoraggio” ad opera di due Amministratori Giudiziari, nominati dalla medesima Autorità, che per un periodo iniziale di un anno eserciteranno specifici poteri di amministrazione al fine di eliminare le criticità rilevate.

Tags: Amministrazione giudiziariaaostacasinò di Saint Vincentguardia di finanzariciclaggio

patriziaventurino

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