L’autore della lettera aperta, protagonista di progetti innovativi nel settore turistico, chiama alla responsabilità la classe politica: “Serve un sussulto della politica per difendere lo sviluppo turistico del territorio”
Prima imprenditore innovativo impegnato a rilanciare il turismo e la vocazione del waterfront di Vibo Marina, ora anche voce pubblica in difesa della fruizione del litorale. Francesco Cascasi affida ad una lunga lettera aperta indirizzata alla classe dirigente politica del territorio una dura presa di posizione sul futuro dell’area della Meridionale Petroli e sulle conseguenze che potrebbero derivare dall’aggiornamento del Piano di Emergenza Esterna.
Una presa di posizione che arriva da chi, negli ultimi anni, si è distinto per idee innovative e per la volontà concreta di investire nel settore turistico, puntando sulla valorizzazione della costa e sulla trasformazione di Vibo Marina in una destinazione moderna e attrattiva. Proprio per questo la sua denuncia assume un peso particolare nel dibattito cittadino.
Nella lettera, inviata tra gli altri al presidente della Regione Calabria, ai consiglieri regionali, ai parlamentari vibonesi, alla Provincia e al Comune di Vibo Valentia, Cascasi denuncia il rischio che si stia andando verso “non solo la mancata delocalizzazione ma, al contrario, una estensione dell’area di concessione a discapito della fruizione della spiaggia di via Vespucci”.
L’imprenditore entra quindi nel dettaglio del progetto, spiegando che sarebbe prevista “l’attivazione di una corsia preferenziale destinata alla circolazione dei mezzi di soccorso con una larghezza di 3,50 metri”, delimitata da cordoli e birilli, mentre “solo la restante parte di via Vespucci sarà destinata al transito dei mezzi privati della cittadinanza”.
Secondo Cascasi, gli effetti sarebbero pesanti soprattutto sul piano sociale e turistico: “Il risultato della realizzazione delle fasce di tutela dello stabilimento sarà una sostanziale espropriazione del diritto dei cittadini alla fruizione della spiaggia”, scrive sottolineando come a pagare il prezzo maggiore sarebbero “fasce deboli, anziani e famiglie”.
Nel documento viene evidenziata anche la drastica riduzione degli spazi di sosta: “La totale soppressione dei parcheggi avrà l’effetto di impedire l’accesso alle persone con disabilità e alle famiglie con bambini”. Da qui una frase destinata a far discutere: “Dalla delocalizzazione della Meridionale Petroli alla delocalizzazione della fruizione della spiaggia il passo è stato breve”.
Cascasi punta il dito contro quella che definisce l’inerzia della politica: “A questo risultato si è giunti per l’incapacità della politica, intesa come espressione della volontà democratica di indirizzare la fruizione dei beni comuni”. E ricorda come nel marzo 2025 il Consiglio comunale di Vibo Valentia avesse approvato all’unanimità una delibera per chiedere la delocalizzazione dello stabilimento petrolifero e riaffermare “lo sviluppo turistico di Vibo Marina”.
Secondo l’imprenditore, però, dopo quella presa di posizione “è nuovamente calato il silenzio”, lasciando spazio a decisioni burocratiche che avrebbero progressivamente limitato la fruizione dell’area.
Molto duro anche il passaggio finale della lettera, nel quale Cascasi chiama direttamente alle proprie responsabilità la classe dirigente: “Non vi sia più spazio per l’indecisione, l’ignavia o le timidezze della politica ma occorre, se si è capaci, un sussulto di orgoglio per ristabilire il primato della democrazia partecipata sulla logica burocratica”.
E ancora: “Il senso di questa lettera aperta è proprio quello di svelare il tema sul quale occorre intervenire affinché ognuno si assuma le proprie responsabilità e non possa dire di non aver saputo”.
Nel ragionamento dell’imprenditore emerge chiaramente la contrapposizione tra il mantenimento dell’attuale assetto industriale e la prospettiva di sviluppo turistico della città portuale: “In questo caso appare debordante l’interesse privato non solo per la sostanziale perpetuità della concessione, nonostante l’evidente incompatibilità con lo sviluppo turistico, ma addirittura la sua estensione fino al punto di inglobare anche la spiaggia, bene pubblico per eccellenza”.
Infine l’appello conclusivo alla politica locale e regionale: “Di fronte a questo scenario si potrà verificare la Vostra capacità di affermare l’interesse pubblico e la Vostra vocazione a mantenere il ruolo che i cittadini Vi hanno assegnato”.
Una lettera destinata ad alimentare ulteriormente il confronto sul futuro di Vibo Marina, in un momento in cui il tema della compatibilità tra sviluppo turistico, tutela ambientale e presenza industriale torna al centro del dibattito pubblico.









