Su 19 imprese edili controllate 18 sono risultate irregolari, come irregolari sono stati trovati 9 lidi-stabilimenti balneari su 10: raffica di sospensioni e sanzioni amministrative
La stagione stiva è alle porte e i titolari di lidi o strutture che fanno parte della filiera del turismo sono alle prese con gli ultimi lavori per renderle più belle possibile per accogliere i clienti.
Ma queste ultime settimane non sono state di frenetico lavoro solo per loro, anche i tecnici dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Cosenza hanno intensificato i controlli e le verifiche nei cantieri edili e nelle attività di allestimento di lidi e stabilimenti balneari con risultati decisamente inquietanti.
Su 19 imprese edili controllate 18 sono risultate irregolari, come irregolari sono stati trovati 9 lidi-stabilimenti balneari su 10 durante l’attività ispettiva, coordinata dallo Iam di Reggio Calabria, che ha riguardato il litorale tirrenico e jonico cosentino e le aree urbane Cosenza-Rende, Corigliano-Rossano e Castrovillari.
Se poi si analizzano i dati inerenti le posizioni lavorative, durante le ispezioni sono risultate irregolari 28 su 54, di queste 18 erano prive di copertura assicurativa e di regolare assunzione.
Per 12 aziende è scattata la sospensione dell’attività: sei per lavoro nero, due per gravi violazioni in materia di sicurezza e quattro sia per lavoro nero sia per gravi violazioni in materia di sicurezza.
Elevate anche le multe elevate nei confronti delle aziende che hanno avuto la sospensione dell’attività che ammontano a 44.000 euro. Trentanove le prescrizioni adottate in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che hanno riguardato principalmente violazioni per mancanza del Dvr e del Pos; per omessa sorveglianza sanitaria; mancata formazione e informazione ai lavoratori; mancanza dei dispositivi di sicurezza; per impalcati e ponteggi non a norma e cantieri privi di recinzione; per lo stoccaggio e l’evacuazione del materiale di risulta e per l’inidoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, in questi casi le ammende ammontano a oltre 98.000 euro. In più sono state elevate 18 maxisanzioni per l’impiego di lavoratori in nero pari, complessivamente, a 70.200 euro. Per le altre violazioni amministrative accertate (orario di lavoro, omesse/infedeli registrazioni sul Lul) le sanzioni amministrative ammontano, invece, a 67.100 euro.









