Fratelli d’Italia incassa la vittoria di Anna De Gaio, Forza Italia paga la sconfitta di Marco Ambrogio, marito dell’uscente Succurro. Ma a S. Giovanni in Fiore è anatra zoppa!
La Calabria che esce dai ballottaggi consegna due fotografie politiche molto diverse ma ugualmente significative. A Castrovillari il centrodestra festeggia la conquista di uno dei principali centri del Pollino con l’elezione di Anna De Gaio, mentre a San Giovanni in Fiore arriva il colpo di scena che riporta Antonio Barile alla guida della città silana, interrompendo la continuità amministrativa rappresentata dall’area politica dell’ex sindaco Rosaria Succurro.
A Castrovillari il verdetto delle urne premia la candidata del centrodestra, che si impone con il 52,5% dei consensi contro il 47,5% ottenuto dal candidato del centrosinistra Ernesto Bello. Un risultato che conferma il vantaggio costruito da De Gaio già al primo turno e che consegna alla città il suo primo sindaco donna.

Consigliera comunale uscente di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione regionale Pari opportunità, De Gaio raccoglie il consenso di una coalizione che ha puntato sulla continuità del radicamento territoriale e sulla proposta di un rinnovamento amministrativo affidato a una figura già conosciuta dagli elettori. Per il centrodestra si tratta di una vittoria politicamente rilevante, che rafforza ulteriormente la presenza della coalizione nei principali centri della regione.
Il primo ad esultare è l’europarlamentare Denis Nesci. L’esponente di Fratelli d’Italia sottolinea la credibilità e la determinazione di una donna che ha saputo conquistare la fiducia dei cittadini grazie alla propria serietà, alla competenza amministrativa e a un impegno costante al servizio della comunità. Anna De Gaio non è stata scelta soltanto come candidata di una coalizione, ma come punto di riferimento di un progetto politico capace di parlare alla città con concretezza, visione e passione.

Denis Nesci parla di un “risultato elettorale conferma inoltre la bontà di un progetto politico trainato da Fratelli d’Italia. Anna De Gaio ha saputo costruire attorno a sé una coalizione forte, credibile e alternativa, capace di interpretare la domanda di cambiamento proveniente dalla città e di trasformarla in una concreta proposta di governo.
Se a Castrovillari il risultato conferma i pronostici della vigilia, a San Giovanni in Fiore arriva invece il verdetto più significativo della tornata elettorale. Antonio Barile torna infatti a sedere sulla poltrona di sindaco con circa il 55% dei voti, superando nettamente Marco Ambrogio, fermo intorno al 45%.
L’ex primo cittadino è riuscito a costruire una rimonta che, scrutinio dopo scrutinio, si è trasformata in una vittoria larga, riportando al governo della città una leadership già sperimentata in passato. Una sconfitta pesante per Ambrogio, assessore uscente e marito dell’ex sindaco Rosaria Succurro, esponente di spicco nel territorio per Forza Italia, considerato alla vigilia il naturale erede dell’amministrazione uscente.

Il successo di Barile, tuttavia, apre immediatamente una nuova partita politica. I numeri emersi dal primo turno rischiano infatti di produrre il fenomeno della cosiddetta “anatra zoppa”, con un sindaco forte del consenso popolare ma potenzialmente privo di una maggioranza autosufficiente in Consiglio comunale. Uno scenario che potrebbe rendere particolarmente complessa la futura attività amministrativa e costringere il nuovo sindaco a continui esercizi di mediazione politica.
Barile, dal canto suo, minimizza il problema e guarda già alle emergenze della città, annunciando la volontà di coinvolgere tutte le forze presenti in Consiglio comunale per affrontare le criticità amministrative e finanziarie che attendono il nuovo governo cittadino.
Nel complesso, il voto dei due principali ballottaggi calabresi restituisce un quadro articolato: da una parte il centrodestra consolida la propria presenza territoriale con la conquista di Castrovillari, dall’altra gli elettori di San Giovanni in Fiore scelgono il ritorno di una figura politica già nota, dimostrando ancora una volta come nelle competizioni amministrative il radicamento personale e la credibilità locale possano prevalere sugli schieramenti tradizionali.
Due risultati che, pur maturati in contesti diversi, confermano la vitalità del confronto politico nei territori e offrono indicazioni importanti rispetto al quadro politico regionale.









