Rodolico ed i componenti del suo gruppo consiliare accusano: Il sindaco Macrì pulisce una strada con i volontari per distrarre dalla montagna di problemi nascosti
A Tropea il gruppo consiliare di opposizione che ha come riferimento il candidato a sindaco sconfitto Rodolico, non fa passare giorno senza un suo nuovo intervento. In questo caso per segnalare che, a giudizio dei quattro componenti li gruppo: C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel racconto che il sindaco Macrì ha voluto fare della pulizia della strada del Convento. Non perché sia sbagliato pulire una strada. Al contrario. È giusto, doveroso e persino bello vedere cittadini e volontari impegnarsi per restituire decoro a luoghi abbandonati. Ma proprio per questo motivo appare stonato, quasi offensivo, il tentativo di trasformare un’azione ordinaria di cura del territorio in una celebrazione personale e politica.
La vera domanda – affermano in un comunicato – è un’altra: come mai quella strada era ridotta in quelle condizioni? Perché oggi si rivendica come un’impresa straordinaria ciò che dovrebbe rappresentare la normalità amministrativa?
Ed ancora: Per due anni Tropea ha vissuto una fase difficile dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. In quei ventiquattro mesi il sindaco decaduto ha continuato a percorrere quelle strade? Ha visto il progressivo degrado? Ha notato l’accumularsi di sporcizia, incuria e abbandono? Oppure la città era improvvisamente scomparsa dai radar perché non offriva più visibilità, inaugurazioni, comunicati e passerelle?
A giudizio del gruppo “insieme per Tropea”: Oggi, a colpire non è il lavoro svolto dai volontari, ai quali va il rispetto di tutti e di Insieme per Tropea. A colpire è il tentativo di appropriarsi politicamente del loro impegno, utilizzandolo come strumento di autocelebrazione. Proprio per rispetto verso il volontariato, sarebbe opportuno evitare ogni confusione tra impegno civico e possibili ritorni personali. Perché nella memoria della città resta anche un’altra questione che merita una riflessione: alcuni componenti o figure vicine al mondo del volontariato che orbitava attorno alla precedente amministrazione si sono successivamente ritrovati assunti o destinatari di incarichi. Circostanze che, pur potendo essere formalmente legittime, hanno inevitabilmente alimentato interrogativi nell’opinione pubblica sulla reale distinzione tra servizio disinteressato e appartenenza a un sistema di consenso.

È proprio per tutelare il valore autentico del volontariato che – affermano Giuseppe Rodolico, Francesca Romeo, Carmine Sicari, Antonio Tropeano – ogni ambiguità dovrebbe essere fugata e che chi amministra dovrebbe mantenere una netta separazione tra l’impegno civico dei cittadini e qualsiasi possibile beneficio personale o professionale. In tutta Italia milioni di volontari operano ogni anno nel silenzio: lo fanno senza proclami, senza fotografie studiate, senza trasformare ogni sacco raccolto in una campagna di marketing personale.
E, a tal proposito, ricordano: Proprio in questi giorni l’associazione Plastic Free ha mobilitato migliaia di cittadini in Calabria e centinaia di migliaia in tutta Italia per raccogliere mozziconi e rifiuti abbandonati, con l’obiettivo di sensibilizzare le comunità e tutelare l’ambiente. Nessun culto della personalità. Nessun “capitano” che richiama la squadra. Nessuna narrazione eroica. Solo persone vere, che amano il proprio territorio e agiscono concretamente.
L’ammonimento è chiaro: L’amore per una città non si misura dal numero di post pubblicati sui social. Si misura dalla capacità di amministrarla. E oggi Tropea ha bisogno di ben altro rispetto alle autocelebrazioni e ad una becera propaganda di distrazione di massa. Tropea ha bisogno di risposte sulla crisi idrica che ogni estate mette in difficoltà residenti e attività economiche. Ha bisogno di una raccolta differenziata efficiente e controllata. Ha bisogno di strade pulite ogni giorno e non soltanto quando diventano il set di un racconto politico. Ha bisogno di una vera manutenzione urbana, di decoro delle aree pubbliche, di sicurezza, programmazione e servizi. Ha bisogno di una visione amministrativa all’altezza della sua bellezza e della sua importanza turistica.
Giuseppe Rodolico, Francesca Romeo, Carmine Sicari, Antonio Tropeano, quindi, concludono: Un sindaco serio non dovrebbe cercare applausi per aver partecipato alla pulizia di una strada. Dovrebbe garantire che quella strada non arrivi mai a trovarsi in condizioni indecorose. E ribadiamo: i volontari meritano gratitudine. Sempre. Gli amministratori, invece, meritano consenso soltanto quando risolvono i problemi. E tra raccogliere i rifiuti e risolvere i problemi c’è una differenza enorme: la stessa che passa tra la propaganda e il buon governo.









