Un intenso programma di cooking che ha coinvolto chef e professionisti della ristorazione e che ha avuto tra i principali protagonisti il Peperoncino di Calabria
Tre giornate dedicate a cibo, cultura e benessere. È stato questo il senso della quinta edizione di DMed, Salone della Dieta Mediterranea che si è svolto alla Stazione Marittima di Napoli. Uno spazio di incontro tra istituzioni, imprese, mondo della ricerca e operatori del settore, organizzato dal Consorzio Edamus.
L’obiettivo, raggiunto brillantemente, era quello di favorire il confronto sui modelli di sviluppo legati alla dieta mediterranea, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale, e promuovere le produzioni italiane in un contesto anche internazionale.



Tra convegni, workshop e incontri B2B distribuiti nelle tre giornate, spazio soprattutto ai prodotti agroalimentari tradizionali delle diverse regioni, dove la Calabria l’ha fatto da padrona, grazie ad uno degli stand realizzato in posizione strategica che lo ha reso tra i più seguiti attirando l’attenzione di esperti e curiosi per la varietà di quanto esposto con interessanti inviti alla degustazione. Una scelta vincente della Regione Calabria, tramite l’Assessorato all’Agricoltura ed il braccio operativo dell’ARSAC che con i suoi inviati ha dato prova di professionalità e senso di accoglienza.
Il Salone della Dieta Mediterranea che si è svolto alla Stazione Marittima di Napoli ha rappresentato uno dei momenti più partecipativi per promuovere un aspetto identitario più conosciuto al mondo.

La formula vincente è stata quella di proporre, accanto agli incontri istituzionali, un ampio spazio riservato alle attività esperienziali. Un intenso programma di cooking che ha coinvolto chef e professionisti della ristorazione, con dimostrazioni e incontri a ritmo continuo.
Uno dei protagonisti assoluti che quasi mai è mancato è stato certamente il peperoncino di Calabria, che proprio nei giorni del DMed ha ottenuto il riconoscimento ufficiale della Indicazione geografica protetta, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, sancendo il riconoscimento definitivo di uno dei prodotti più identitari e rappresentativi della tradizione agricola e culturale calabrese.










