Il tutto nasce in seguito ad un incidente avvenuto a eggio Calabria le cui immagini sono state date alla Motorizzazione per un’eventuale revisione della patente.
I Comuni non possono più usare le videocamere per fare le multe: a dirlo è il Garante della privacy che ha ammonito il Comune di Reggio Calabria per l’uso improprio dei filmati.
Tutto nasce in seguito ad un incidente stradale avvenuto nella Città dello Stretto che ha utilizzato le immagini registrate dalle videocamere che riprendono in modo continuativo le vie pubbliche per ricostruire la dinamica del sinistro. L’ente ha quindi trasmesso i filmati alla Motorizzazione civile locale ai fini di un’eventuale revisione della patente.
Per l’autorità, l’utilizzo delle immagini da parte del Comune è avvenuto in “assenza di un’idonea base giuridica e ha violato i principi di liceità, correttezza, trasparenza e limitazione della finalità”. Bocciata anche la condivisione dei video con la sede territoriale del Dipartimento dei trasporti, poiché non prevista dal Codice della strada né da altre disposizioni normative.
Inoltre, come si legge nel provvedimento, “il danno riportato dal conducente era stato quantificato in una prognosi di dieci giorni, configurando un caso di lesioni lievi. In assenza di una querela di parte, non erano presenti elementi penalmente rilevanti da accertare”. Tenuto conto delle circostanze e della collaborazione fornita dal Comune, il Garante ha ritenuto sufficiente ammonire l’ente.
Il Garante, inoltre, ricorda che le telecamere che sorvegliano le strade cittadine sono soggette a uno specifico vincolo di finalità. Possono essere utilizzate esclusivamente per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa, mentre il loro impiego per finalità diverse, come quelle amministrative, deve essere espressamente previsto dalla legge.
L’Autorità precisa tuttavia che i filmati possono essere conservati e utilizzati qualora, nell’ambito di un incidente stradale, emergano condotte rilevanti sotto il profilo penale. Il provvedimento rappresenta quindi un chiarimento sui limiti entro cui gli enti locali possono utilizzare i sistemi di videosorveglianza installati sul territorio.










