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Incendio del furgone del caseificio ‘Delizie della Natura’, la procura dispone l’arresto di Diego Rosmini

Incendio del furgone del caseificio ‘Delizie della Natura’, la procura dispone l’arresto di Diego Rosmini

da patriziaventurino
19 Giugno 2026
in cronaca
Tempo di lettura: 2 minuti
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L’episodio risale alla notte del 7 ottobre 2025 quando in via Fra’ Gesualdo Melacrinò, in pieno centro storico, Rosmini avrebbe appiccato il fuoco a un Peugeot Boxer dell’azienda.

Su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli e dei sostituti della Dda di Reggio Calabria Sara Amerio e Marco Antonio De Pasquale, il Gip Giuseppe Saverio Santagati ha disposto la custodia cautelare in carcere per Diego Rosmini, 54 anni, conosciuto come ‘Dieguccio ricarica’, indagato per l’incendio del furgone del caseificio ‘Delizie della Natura’ di proprietà dei fratelli Demetrio e Pasquale Praticò, imprenditori aderenti all’associazione antiracket ‘Reggio Libera Reggio’.

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10 Agosto 2026
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All’indagato viene contestata l’aggravante del metodo mafioso.

L’episodio risale alla notte del 7 ottobre 2025 quando in via Fra’ Gesualdo Melacrinò, in pieno centro storico, Rosmini avrebbe appiccato il fuoco a un Peugeot Boxer dell’azienda.

Le fiamme si sarebbero poi propagate a una Fiat 500, a un Renault Master, al portone e alla facciata di un edificio vicino, esponendo a pericolo gli abitanti della palazzina.

L’indagato non ha condanne definite per associazione a delinquere di stampo mafioso, ma è l’ultimo dei figli maschi di Consolato Rosmini, ucciso nel 1986 nella seconda guerra di mafia. Stando alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, inoltre, Diego Rosmini sarebbe “una delle colonne portanti del sodalizio“. Così è ritenuto dalla Dda e per questo, nell’ordinanza di custodia cautelare, figura come “esponente di spicco dell’omonima cosca“.

La squadra mobile di Reggio Calabria lo ha identificato “in modo inequivoco” grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza. Le immagini, infatti, avrebbero ripreso l’autore mentre arrivava in bicicletta, si avvicinava al furgone, lo incendiava con liquido infiammabile e poi si allontanava. Nei giorni successivi gli investigatori della Polizia di Stato avrebbero individuato Rosmini anche grazie al mezzo a due ruote, ritenuto compatibile con quello ripreso nei video, e al percorso ricostruito fino alla zona della sua abitazione.

Oltre ai rischi di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio, per il Gip “sussistono i gravi indizi di colpevolezza” nei confronti di Rosmini. Anche se non sono stati pienamente chiariti i contorni della vicenda, a partire dal movente, l’incendio del furgone ha avuto “una valenza nitidamente intimidatoria“. Per quanto riguarda, infine, l’aggravante mafiosa contestata all’indagato, secondo i giudici “l’azione appare inequivocabilmente dimostrativa della volontà di recare un avvertimento di carattere ‘ndranghetistico nei confronti di due imprenditori iscritti all’associazione antiracket ‘Reggio Libera Reggio’, mediante un gesto eclatante che, non solo nei loro confronti, ma altresì in generale nel territorio di riferimento, appare percepibile come promanante dalla criminalità organizzata“. (ANSA)

Tags: arrestocaseificio 'Delizie della Natura'imprenditori antiracketincendio furgonoprocurareggio calabria

patriziaventurino

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