Un itinerario articolato in otto tappe che coinvolge oltre venti comuni delle province di Vibo Valentia, Reggio Calabria e Catanzaro
C’è una Calabria che sa farsi apprezzare lontano dai riflettori delle cronache quotidiane. Una Calabria che punta sulla propria storia, sui borghi, sui cammini, sulla natura e sulle tradizion
Il prestigioso riconoscimento ottenuto a Milano dal Cammino del Normanno, inserito tra le esperienze più significative del turismo lento e sostenibile, rappresenta molto più di un semplice premio. È il riconoscimento di una visione, di una strategia territoriale e di un progetto che ha saputo trasformare la storia, la natura e l’identità della Calabria interna in una concreta opportunità di sviluppo.Il percorso, lungo circa 140 chilometri, attraversa il cuore più autentico della regione collegando il versante tirrenico a quello ionico attraverso borghi, aree naturalistiche, siti storici e luoghi di spiritualità. Un itinerario articolato in otto tappe che coinvolge oltre venti comuni delle province di Vibo Valentia, Reggio Calabria e Catanzaro, attraversando il territorio del Parco Naturale Regionale delle Serre e ripercorrendo idealmente le tracce lasciate dai Normanni nella nostra terra.
Dietro questo importante risultato c’è un nome che merita di essere ricordato: Alfonso Grillo. Fu infatti durante la sua esperienza alla guida del Parco delle Serre che prese forma l’idea di realizzare un grande cammino capace di unire i territori interni e le coste, mettendo in rete storia, ambiente, cultura, tradizioni ed economia locale. Un progetto nato dalla collaborazione tra il Parco delle Serre, il Parco Marino Regionale e diversi GAL territoriali, ma che ha trovato proprio nella determinazione di Grillo uno dei suoi principali promotori.
Fin dall’inizio l’obiettivo era quello di contrastare lo spopolamento dei piccoli centri e creare nuove opportunità attraverso un turismo esperienziale capace di valorizzare luoghi spesso esclusi dai grandi circuiti turistici.
«Unire natura, cultura e spiritualità» era la filosofia alla base dell’iniziativa, che puntava a raccontare una Calabria diversa da quella troppo spesso rappresentata nelle cronache nazionali.
Oggi quel progetto continua a crescere.
Negli ultimi anni il Cammino del Normanno ha ampliato il proprio raggio d’azione coinvolgendo nuove realtà culturali e storiche, come il Parco Archeologico Medievale di Mileto e numerose manifestazioni legate alla tradizione normanna, rafforzando ulteriormente la sua identità e il suo richiamo turistico.

Il riconoscimento ricevuto a Milano assume quindi un valore simbolico particolare. Premia certamente il lavoro di tutti coloro che negli anni hanno contribuito alla crescita del progetto, ma rappresenta anche una conferma della bontà dell’intuizione originaria. In un’epoca in cui il turismo lento è sempre più apprezzato dai viaggiatori italiani e stranieri, il Cammino del Normanno dimostra che la Calabria può competere con i più importanti itinerari nazionali puntando sulle proprie peculiarità e sulla straordinaria ricchezza del suo patrimonio storico e ambientale.
Quando un progetto nato tra i boschi delle Serre riesce ad arrivare fino a Milano e ad essere indicato come esempio virtuoso di turismo sostenibile, significa che quella visione aveva davvero visto lontano.
Un risultato, dunque , che riempie d’orgoglio l’intero territorio delle Serre e che rappresenta il coronamento di un progetto nato da un’intuizione precisa e lungimirante: quella dell’allora commissario straordinario del Parco Naturale Regionale delle Serre, Alfonso Grillo, che per primo ha creduto nella possibilità di costruire un grande itinerario capace di unire due mari, tre province e decine di comunità attraverso un racconto comune fatto di storia, natura e spiritualità.









