• Contatti
sabato, Giugno 20, 2026
  • Login
ViViPress
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
ViViPress
Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
Social network e minori: non basta vietare, occorre educare alla libertà responsabile

Social network e minori: non basta vietare, occorre educare alla libertà responsabile

da redazione
20 Giugno 2026
in attualità
Tempo di lettura: 4 minuti
Share on FacebookShare on Twitter

Ogni riflessione sui social network non può limitarsi alla tutela dei minori come soggetti da proteggere, ma deve considerarli come persone in formazione

Il recente Digital News Report dell’Università di Oxford ha certificato un passaggio storico: i social media sono divenuti la principale fonte di informazione per la maggior parte della popolazione mondiale, superando i media tradizionali. Questo dato non fotografa soltanto un cambiamento nelle abitudini di consumo delle notizie, ma testimonia una trasformazione dei processi attraverso cui si forma il pensiero collettivo.

Ti potrebbe anche piacere

Il Garante per la Privacy proibisce l’uso delle telecamere comunali per fare multe

Il Garante per la Privacy proibisce l’uso delle telecamere comunali per fare multe

19 Giugno 2026
164
Calabria baciata dalla fortuna

La fortuna bacia la Calabria con due vincite per 65mila euro

19 Giugno 2026
105

L’ambiente digitale non costituisce più uno spazio separato dalla vita sociale: rappresenta uno dei principali contesti educativi informali nei quali si modellano linguaggi, valori, emozioni, rappresentazioni del mondo e relazioni interpersonali.

Ne consegue che, proprio per questo motivo, ogni riflessione sui social network non può limitarsi alla tutela dei minori come soggetti da proteggere, ma deve considerarli come persone in formazione, chiamate a sviluppare progressivamente autonomia di giudizio e capacità critica.

Di conseguenza, il dibattito istituzionale sviluppatosi attorno alla proposta di limitare l’accesso ai social network ai minori di sedici anni deve tenere conto che nessun intervento normativo può risultare realmente efficace senza una piena assunzione di responsabilità da parte delle piattaforme digitali.

Questo perché la questione interpella dimensioni ben più profonde della semplice regolamentazione tecnologica: riguarda il modo in cui le nuove generazioni costruiscono la propria identità, apprendono a interpretare la realtà e maturano il senso della partecipazione democratica.

L’accesso pressoché illimitato ai flussi informativi produce infatti un’apparente democratizzazione della conoscenza che, in assenza di adeguati strumenti interpretativi, rischia di tradursi nel suo opposto. L’eccesso di informazioni non genera automaticamente maggiore consapevolezza: può invece alimentare frammentazione cognitiva, polarizzazione delle opinioni, esposizione continua a contenuti emotivamente coinvolgenti ma scarsamente verificabili e progressiva difficoltà nel distinguere il sapere fondato dalla semplice viralità.

Il rischio educativo più significativo non consiste soltanto nella diffusione della disinformazione, ma nell’indebolimento delle condizioni che rendono possibile il pensiero riflessivo. Quando gli algoritmi anticipano preferenze, selezionano contenuti e costruiscono percorsi informativi personalizzati, il confronto con la pluralità delle idee tende progressivamente a restringersi. Si affievolisce così quella capacità di mettere in discussione le proprie convinzioni che costituisce il fondamento di ogni autentica esperienza democratica.

In tale prospettiva, un eventuale divieto può forse rappresentare uno strumento di tutela, ma non può essere considerato la soluzione del problema. Ogni norma produce effetti duraturi soltanto quando si innesta su una cultura della responsabilità condivisa. Diversamente, il rischio è quello di trasformare la regola in un ostacolo facilmente aggirabile, trasferendo sulle famiglie un compito che investe invece l’intera società.

Le piattaforme digitali devono assumere pienamente la responsabilità sociale che deriva dal loro ruolo. Esse non si limitano a ospitare contenuti: orientano la visibilità delle informazioni, influenzano la qualità del dibattito pubblico e intervengono concretamente nella formazione dell’immaginario collettivo. La trasparenza degli algoritmi, la tutela dei minori, il contrasto alla disinformazione, ai discorsi d’odio e alle forme di dipendenza digitale non possono essere considerati meri adempimenti tecnici, ma costituiscono condizioni essenziali per la tutela dei diritti fondamentali.

Tra i diversi aspetti da valutare, uno appare fondamentale: il ruolo della scuola.

Lo ricorda il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che, con il suo presidente Romano Pesavento ricorda che: “la scuola è chiamata a ridefinire il proprio mandato educativo”.

Il ragionamento del Presidente Pesavento parte dalla convinzione che: “Oggi educare significa accompagnare gli studenti a comprendere la complessità dell’ecosistema comunicativo contemporaneo, sviluppando competenze interpretative, senso critico, responsabilità etica e consapevolezza dei meccanismi che regolano la circolazione delle informazioni”.

Ed allora: L’educazione civica assume una funzione strategica, in quanto non può limitarsi all’apprendimento delle norme costituzionali, ma deve promuovere una cittadinanza digitale capace di coniugare libertà e responsabilità, diritti e doveri, innovazione tecnologica e dignità della persona.

Il diritto all’informazione non coincide infatti con la semplice disponibilità di contenuti, bensì con la possibilità di accedere a informazioni attendibili, pluralistiche e contestualizzate, maturando gli strumenti necessari per esercitare una partecipazione democratica autentica.

In questo scenario diventa indispensabile, a giudizio del CNDDU, rafforzare l’alleanza educativa tra scuola, famiglia, istituzioni, comunità scientifica e operatori dell’informazione: Nessun soggetto, da solo – afferma Pesavento – è oggi in grado di affrontare le profonde trasformazioni generate dall’ambiente digitale. Solo una responsabilità educativa diffusa può evitare che la tecnologia diventi fattore di disuguaglianza culturale anziché opportunità di emancipazione.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rinnova pertanto la richiesta di consolidare nei curricula scolastici percorsi strutturali di educazione ai media, cittadinanza digitale, etica dell’intelligenza artificiale, verifica delle fonti e tutela dei diritti umani nello spazio digitale.

La qualità della democrazia del futuro – conclude Romano Pesavento – dipenderà sempre meno dalla quantità delle informazioni disponibili e sempre più dalla capacità dei cittadini di interpretarle criticamente. Per questa ragione la vera sfida educativa non consiste nel limitare l’accesso alle tecnologie, ma nel formare coscienze libere, responsabili e capaci di abitare la complessità senza rinunciare al valore della verità, del dialogo e della dignità della persona.

Tags: CNDDUdemocraziadivietolibertàrischioscuolasocial network

redazione

Articoli Simili

Il Garante per la Privacy proibisce l’uso delle telecamere comunali per fare multe

Il Garante per la Privacy proibisce l’uso delle telecamere comunali per fare multe

da patriziaventurino
19 Giugno 2026
164

Il tutto nasce in seguito ad un incidente avvenuto a eggio Calabria le cui immagini sono state date alla Motorizzazione...

Calabria baciata dalla fortuna

La fortuna bacia la Calabria con due vincite per 65mila euro

da patriziaventurino
19 Giugno 2026
105

Un ambo a Taurianova da 15mila euro e una vinciata da 50mila euro al 10eLotto ad Aprigliano La fortuna bacia...

Le tracce degli Esami di Stato… che non mi sono piaciute molto

Le tracce degli Esami di Stato… che non mi sono piaciute molto

da admin_slgnwf75
19 Giugno 2026
131

Le tracce, tutte rispettabili, sembrano orientate a coniugare modernità letteraria e un certo sentimentalismo individualistico e psicosociologico di Franco Cimino...

È ufficiale, in Calabria si torna a scuola il 16 settembre (senza cellulari) e si chiude il 7 giugno

Ecco le tracce della prova di Italiano alla maturità 2026

da patriziaventurino
18 Giugno 2026
415

Al via oggi agli esami di maturità per 527.607 candidati. Proposta A1 – Cesare Pavese, Passerò per Piazza di Spagna,...

ViViPress – i fatti raccontati in libertà

Supplemento online di Pagine Vibonesi
Direttore Responsabile Maurizio Bonanno
Registrazione Tribunale di Vibo Valentia n. 76 del 12/02/1993

Edizioni Il Cristallo
e-mail: redazione@vivipress.com

  • Contatti

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Nessun Risultato
Vedi Tutti i Risultati
  • arte
  • attualità
  • cronaca
  • città e ambiente
  • cultura
  • costume e società
  • economia
  • editoriale
  • eventi
  • opinioni
  • politica
  • sanità
  • sport
  • viaggi

© 2024 ViViPress.com - i fatti raccontati in libertà. - Powered by 3k Studio - proprietà piattaforma web, partner: intellighenzianews