di Marcello Bardi
Niente da fare!
Quando il camerlengo – che radio Cerasarella dà ormai pure come un senzatetto – mette la penna sul foglio o le dita sulla tastiera, Churchill è costretto a passare settimane a fare la conta dei danni.
Sia chiaro: a gennaio, quando don Ciccio del Rosario e madre Teresa da una parte e don Ernesto dall’altra, hanno chiesto la testa delle diligenti prof., i patti erano stati chiari. Nel giro di pochi mesi, anche altri commensali avrebbero dovuto salutare il palazzo. E poiché giugno è finito e nulla si è mosso, qualcuno ha deciso di alzare la voce contro il solito spettatore più o meno interessato.
Chi? Vi chiederete.
Ovviamente, nonno Winston Churchill! Tutto qua!
La questione si sarebbe potuta risolvere in mezz’ora ma il Camerlengo, vera guida spirituale del vecchio (poco) saggio, ha pensato bene di complicare le cose. Operazione che gli riesce sempre alla perfezione. È giunto al palazzo con questo solo scopo: piuttosto che promuovere una mediazione, il magnifico ha pensato bene di redigere un proclama attaccando tutti gli altri. Oltre che Michele lo studioso, Tonio Snam, don Ernesto, Lele da Acquaro, ed ovviamente il notaro…
Si è salvato solo Scocola. Ma per una, precisa ragione: nessuno lo calcola, perché non conta niente!
Sua maestà il camerlengo ne ha scritte davvero di tutti i colori : “ingenui, superficiali, sprovveduti, smaniosi di protagonismo”… Churchill ovviamente ha sottoscritto, altrimenti il tavolo del baccarat avrebbe reagito male e Clementine lo avrebbe mandato a dormire sotto i ponti anche per fare compagnia al suo illustre consigliere!
Ed il bordello dantesco è tornato attuale. Masochista e rabbioso, infatti, il camerlengo odia in primis quelli che lo pagano. E quando può, non risparmia nessuno.
Questa volta tutto gli è stato persino più semplice. Forte dell’incazzatura di Churchill, ha scatenato il suo furor contro chiunque. Un capolavoro!
Di quelli che soltanto il… camerlengo sa portare a compimento.
Ed ora Churcill cosa farà? Aprirà la verifica?
Dovrà farlo necessariamente.
Gli Schleins non vedono l’ora di farsi fuori qualcuno. Da sinistra Seneca ed il suo amico Nato, già ampiamente ricompensato dai compagni – eheheh! – pregustano di essere accolti al tavolo del baccarat a spese del notaro e della dottoressa che, è il caso di ripetersi, oggettivamente, non avendo necessità della prebenda mensile, a differenza sua, può anche fare un passo indietro a favore del consigliere di Nerone, Seneca per l’appunto!
I democratici (ahahhaha) vorrebbero cogliere l’attimo (poco) fuggente per dare il colpo di grazia a Madre Teresa, contro la quale, tutti parlano ma nessuno ha il coraggio di agire; ed anche lo storico che ha avuto il merito di scatenare l’assalto della Bastiglia (perché di questo si tratta) dovrebbe ottenere la sua ricompensa, attivisti permettendo!
Insomma, una baldoria destinata a durare per tutta l’estate e a riempire pagine di… giornali!
E invece… come sarebbe bello un’informazione controllata da un redivivo minculpop! Come sarebbe semplice leggere un solo giornale… magari la cara vecchia Pravda!
Sospira Churchill. Sospira e si immagina nei panni di un moderno Guglielmo di Baskerville: “Quanto sarebbe quieta la vita senza… giornali e giornalisti! Tanto sicura, tanto calma… Tanto noiosa.
Già, i giornali, l’incubo di Churchill ormai trasformatosi in un redivivo Benito!
Perché diciamocela tutta, senza giornalisti molte cose sarebbero più facili: molti concorsi più gestibili, molte prebende più elargibili!
Peccato per quei due, tre, quattro rompicoglioni (per il significato preciso rivolgersi al vocabolario della Treccani!) con la penna, senza i quali il tavolo del baccarat potrebbe persino evitare di pubblicare i bandi!
Adelante, Churchill, siamo solo a metà dell’opera!










