L’intervento del consigliere di Ricadi difficilmente potrà essere archiviato come una semplice puntualizzazione. Al contrario, segna l’apertura di un confronto politico nel centrodestra vibonese
Le elezioni provinciali si svolgeranno soltanto nei primi mesi del 2027, ma nel centrodestra vibonese il dibattito è già entrato nel vivo. Anzi, forse è iniziato prima ancora del previsto. È bastata un’indiscrezione giornalistica – secondo la quale il coordinamento provinciale di Forza Italia avrebbe già individuato il candidato alla presidenza della Provincia – per provocare una presa di posizione che, al di là delle parole, rivela come il percorso verso la scelta del successore del presidente provinciale sia tutt’altro che definito.
A rompere il silenzio è stato il consigliere comunale di Ricadi Gianfranco La Torre, iscritto a Forza Italia, che con un comunicato smentisce l’esistenza di qualsiasi decisione ufficiale del partito e, soprattutto, richiama il metodo con cui dovrà essere costruita la candidatura.
Non è una semplice precisazione formale. È un intervento che arriva nel momento in cui qualcuno aveva già dato l’impressione che i giochi fossero stati avviati e che il partito avesse imboccato una strada precisa. La Torre, invece, rimette tutto in discussione.
«Non mi risulta che vi sia stata una riunione formale, non mi risulta che siano stati convocati gli amministratori eletti del partito, non mi risulta che sia stata assunta alcuna decisione ufficiale», afferma, contestando quella che definisce una ricostruzione giornalistica trasformata, forse troppo frettolosamente, in una scelta politica.

Il passaggio più significativo del ragionamento riguarda però la natura stessa dell’elezione provinciale. Non sarà il voto dei cittadini a decidere il nuovo presidente, ma quello ponderato di sindaci e consiglieri comunali. Un sistema che rende inevitabile il coinvolgimento degli amministratori locali e che, secondo La Torre, impedisce qualsiasi investitura calata dall’alto.
Un richiamo che va oltre il caso specifico. Perché, se è vero che Forza Italia rappresenta oggi il partito più strutturato del centrodestra vibonese, è altrettanto vero che proprio questa posizione impone un supplemento di responsabilità nella gestione degli equilibri interni. Le candidature provinciali, per loro natura, non possono essere il risultato di indiscrezioni, ma di una paziente costruzione politica capace di tenere insieme amministratori, territori e alleati.
Il comunicato lascia trasparire un messaggio preciso: prima il confronto, poi i nomi. Un principio che, apparentemente scontato, finisce invece per mettere in evidenza come all’interno della coalizione il percorso sia ancora tutto da costruire.
La sensazione è che la partita per Palazzo Ex Enel sia soltanto all’inizio. Le indiscrezioni continueranno a rincorrersi, i nomi destinati a circolare saranno probabilmente numerosi e ogni fuga in avanti rischierà di essere letta come il tentativo di orientare un confronto che, inevitabilmente, dovrà coinvolgere decine di amministratori.
In questo senso l’intervento di La Torre assume un peso politico che va oltre la semplice smentita. È il segnale che una parte del partito chiede regole condivise, partecipazione e collegialità prima di qualsiasi investitura.
Del resto, la storia recente della politica vibonese insegna che le elezioni di secondo livello si vincono molto più con la capacità di costruire consenso tra gli amministratori che con gli annunci anticipati. E forse è proprio questo il messaggio che emerge con maggiore chiarezza: la Provincia non sarà terreno di conquiste personali, ma il banco di prova della tenuta del centrodestra e, soprattutto, della sua capacità di presentarsi unito quando arriverà il momento delle scelte vere.
Per questo, l’intervento del consigliere di Ricadi difficilmente potrà essere archiviato come una semplice puntualizzazione. Al contrario, segna l’apertura di un confronto politico destinato ad accompagnare il centrodestra nei prossimi mesi, mentre gli equilibri interni iniziano lentamente a ridefinirsi e la corsa verso la presidenza della Provincia entra, con largo anticipo, nella sua fase più delicata.











