E, come se non bastasse, la minoranza abbandona l’aula prima della votazione
Una seduta intensa, segnata da un lungo confronto e da un epilogo che ha lasciato spazio all’amarezza. Nella serata del 3 luglio 2026 il Consiglio comunale di San Gregorio d’Ippona si è riunito per discutere, tra i punti all’ordine del giorno, la mozione per il completamento del Monumento ai Caduti e la valorizzazione del cannone storico, un’iniziativa che aveva suscitato attenzione e dibattito.
Ad illustrare la proposta è stato il consigliere Gregorio Lo Muto, promotore della mozione, il quale ha sottolineato il valore storico, civile e morale dell’iniziativa.
«Questa proposta non appartiene a una parte politica. Appartiene alla storia del nostro paese. Ogni nome inciso su una lapide restituisce dignità a una famiglia e a una comunità che non dimentica.»
Dopo gli interventi dei consiglieri,il dibattito si è concluso con la votazione. La minoranza ha abbandonato l’aula prima di procedere alla votazione. La mozione è stata respinta. Determinante quindi il voto contrario della stessa maggioranza di cui Lo Muto fa parte.
Un esito che il consigliere non nasconde di aver vissuto con profonda delusione.
«Questa sera non è stata respinta una semplice mozione, ma un’occasione per rendere giustizia a uomini che hanno sacrificato la propria vita. Sono convinto che nessuno di noi conosca cosa significhi morire a vent’anni tra i gas asfissianti delle trincee o per le ferite riportate in guerra, consumandosi in un ospedale militare tra dolori lancinanti. Erano nostri concittadini. Erano stati ricordati il 22 maggio durante l’ultimo comizio. In quella giornata nessuno aveva obiettato. Adesso la mia stessa maggioranza ha bocciato la mozione presentata da me che sono della loro stessa maggioranza. Non ho parole.»
E ancora: «Accetto il voto democratico del consiglio comunale, ma non riesco a nascondere l’amarezza. Credevo che almeno sulla memoria storica potessimo camminare tutti nella stessa direzione».
La mozione nasceva dall’intento di completare il Monumento ai Caduti con i nomi dei cittadini ancora assenti e di rivalorizzare il cannone storico, considerandolo parte integrante del patrimonio identitario di San Gregorio d’Ippona e strettamente legato al monumento stesso.
La vicenda ha evidenziato come anche un tema quale la memoria storica possa trasformarsi in terreno di confronto politico, dividendo amministratori e cittadini tra favorevoli e contrari.
Lo Muto, tuttavia, assicura che il diniego espresso dal Consiglio comunale non fermerà il suo impegno e cita Giovanni Falcone: «Gli uomini passano, ma le idee restano.»
E prosegue: «Le idee possono essere respinte, ma la memoria non si vota. La memoria vive nei cuori di chi non dimentica.
Ritengo che questa sera sia stato piantato un piccolo seme della libertà di pensiero e di espressione. Continuerò a lavorare perché ogni nostro Caduto abbia il posto che merita nella storia di San Gregorio d’Ippona. Lo devo alla comunità ma soprattutto ai nostri concittadini che hanno dato tutto per la Patria senza chiedere nulla in cambio».
Il consigliere conclude con parole che racchiudono tutta la delusione per l’esito della seduta: «Questa sera non mi sento sconfitto dalla mia stessa maggioranza nella mia qualità consigliere di maggioranza e nemmeno dalla minoranza consiliare che ha abbandonato l’aula anziché assumersi la responsabilità del voto.
Infatti, una votazione politica di può anche perdere. Questa sera io mi sento amareggiato come cittadino.
Scoprire che proprio chi condivide il mio percorso politico ha deciso di respingere questa mozione è una ferita nell’anima difficile da accettare. Non tanto nei confronti della mia figura istituzionale, quanto nei confronti della memoria storica della nostra comunità.
Ricordo prima di tutto a me stesso che la memoria non appartiene a una maggioranza o a una minoranza politica: appartiene a un’intera comunità, e sarà il tempo a giudicare quanto accaduto nella notte del 3 luglio 2026 a San Gregorio d’Ippona.
Questa battaglia è stata persa in consiglio comunale, ma prometto ai cittadini che continuerò a battermi per il bene di San Gregorio d’Ippona e affinché ogni nostro concittadino che ha sacrificato la propria vita per la Patria trovi finalmente il posto che merita sul Monumento ai Caduti.
Forse ci vorranno anni, forse nemmeno questo mandato sarà sufficiente — un mandato nel quale oggi faccio fatica a riconoscermi. Ma sono convinto che quel giorno arriverà. Perché la memoria può essere rinviata, ma non cancellata».










