L’iniziativa è nata su sollecitazione del M° Diego Ventura, organista del Santuario di San Francesco di Paola, che ha proposto di utilizzare il prestigioso organo a canne custodito nella chiesa di Pizzo
La più alta istituzione didattico-culturale di Vibo Valentia (ormai, come si sa, a tutti gli effetti di livello universitario per decreto ministeriale), mostra già un significativo salto di qualità: per la prima volta, il Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia porta una commissione d’esame all’interno del Santuario di San Francesco di Paola di Pizzo, trasformando un momento accademico in un’autentica occasione di incontro tra formazione, patrimonio artistico e comunità.

Un episodio che appare perfettamente in sintonia con il nuovo corso avviato dal direttore, il M° Francescantonio Pollice, insediatosi soltanto pochi mesi fa ma già protagonista di una visione che punta a restituire al Conservatorio un ruolo sempre più centrale nella vita culturale del territorio.
L’iniziativa è nata su sollecitazione del M° Diego Ventura, organista del Santuario di San Francesco di Paola, che ha proposto di utilizzare il prestigioso organo a canne custodito nella chiesa napitina quale sede dell’esame previsto dal piano di studi degli studenti del triennio accademico.

Una proposta subito raccolta dal Conservatorio, che ha insediato per la prima volta la commissione composta dai Maestri Paolo Pollice, Alberto Brigantì e Sergio Coniglio.
Alla consolle dello storico organo si sono alternati gli studenti Alberto Greco, Chiara Pia Maria Restuccia, Andrea Lavorato e Tiziana La Mendola, chiamati a sostenere una prova certamente impegnativa ma anche particolarmente suggestiva, in un contesto che ha esaltato il valore artistico delle loro esecuzioni.

A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la presenza dei numerosi visitatori del Santuario che, quasi inconsapevolmente, si sono ritrovati spettatori privilegiati di un concerto estemporaneo. Molti turisti hanno infatti interrotto la visita per ascoltare le musiche eseguite dagli studenti, trasformando un semplice esame in un momento di autentica condivisione culturale.
È proprio questo, probabilmente, il messaggio più importante dell’iniziativa: il Conservatorio esce dalle proprie aule e incontra il territorio, valorizzando luoghi identitari e restituendo la musica alla sua dimensione più naturale, quella dell’incontro con il pubblico.
Da tempo Vivipress sostiene che le grandi istituzioni culturali non possano limitarsi all’attività didattica, ma debbano diventare protagoniste della crescita culturale dell’intera provincia. Quanto avvenuto a Pizzo sembra andare esattamente in questa direzione.
L’auspicio espresso dai commissari e dal M° Diego Ventura è che questa esperienza rappresenti soltanto il primo passo verso una collaborazione stabile tra il Conservatorio “Torrefranca” e il Santuario di San Francesco di Paola a Pizzo. Le potenzialità sono evidenti: da una parte uno dei luoghi spiritualmente più significativi della Calabria e custode di un prezioso organo a canne; dall’altra un’istituzione accademica, di livello universitario, chiamata a formare i musicisti del futuro.
Se il nuovo corso del Conservatorio saprà continuare lungo questa strada, aprendosi sempre più alle città, alle chiese, ai teatri, ai borghi e ai luoghi simbolo del Vibonese, il “Torrefranca” potrà finalmente diventare non soltanto una prestigiosa scuola di alta formazione musicale, ma un vero motore culturale del territorio.
Perché la musica, quando esce dalle aule e incontra la comunità, smette di essere soltanto materia di studio e diventa patrimonio condiviso. Ed è proprio questa la direzione che oggi sembra voler imprimere il direttore Francescantonio Pollice, con un Conservatorio che appare sempre più aperto, dinamico e profondamente connesso con la propria terra.










