«Mi sento profondamente deluso da chi speravo potesse farmi crescere politicamente. Da oggi sarò un consigliere indipendente e il mio percorso politico lo farò da solo»
Subito problemi per il sindaco Pasquale Farfaglia in avvio del suo secondo mandato. Dopo le polemiche sul cosiddetto “cannone della discordia”, nella maggioranza si apre un nuovo fronte politico che riguarda la composizione della Giunta comunale.
Con il decreto integrativo n. 15 del 29 giugno 2026, che integra il precedente decreto n. 13 del 5 giugno 2026, il sindaco ha rideterminato la composizione dell’esecutivo riportandolo a due assessori, oltre al primo cittadino, introducendo contestualmente la quota di rappresentanza femminile.
La decisione ha comportato la revoca dell’incarico all’assessore Gregorio Lo Muto, malgrado le 167 preferenze ottenute alle ultime elezioni comunali e tra i principali protagonisti della vittoria della lista civica “Insieme per San Gregorio – Farfaglia Sindaco”.
La scelta ha provocato una dura reazione dello stesso Lo Muto, che precisa fin dall’inizio di non contestare il principio della rappresentanza di genere ma le modalità di come si sono susseguiti gli eventi.
«Desidero innanzitutto ringraziare tutte le persone che hanno creduto in me e mi hanno accordato la loro fiducia. Dopo la nomina del vicesindaco ritenevo legittimamente di essere il naturale destinatario del secondo incarico di assessore, anche alla luce delle 167 preferenze ricevute. Solo successivamente alle elezioni è stato richiamato il principio della rappresentanza di genere che ha portato alla nomina di una donna a discapito della mia figura. È giusto che i cittadini sappiano la mia versione sulla vicenda dopo settimane di silenzi e riflessioni».
L’ex assessore racconta inoltre di aver appreso della revoca tramite una PEC ricevuta il 30 giugno, senza alcun contatto diretto da parte del sindaco: «Nemmeno un messaggio o una telefonata dopo la firma del decreto. Peraltro il provvedimento conteneva anche un refuso sul mio mese di nascita».
Secondo Lo Muto, gli errori sarebbero stati soprattutto di natura politica: «Il primo errore è stato quello di portare la Giunta a quattro assessori da parte di Farfaglia soltanto a ridosso delle elezioni comunali 2026. Sarebbe stato opportuno affrontare la questione in consiglio comunale molti mesi prima, chiedendo anche un parere preventivo alla Prefettura. A tal proposito, una vicenda così delicata avrebbe dovuto essere chiarita già durante la formazione della lista e prima dell’avvio della campagna elettorale, consentendo a tutti i candidati di fare le proprie valutazioni con piena consapevolezza e senza illusioni. Invece il problema è emerso soltanto dopo le elezioni, a giochi fatti, quando non si poteva tornare più indietro».
Non manca un passaggio dal forte contenuto personale: «Mi sono sentito profondamente deluso da chi speravo potesse farmi crescere politicamente. La sera della vittoria delle amministrative avevo detto pubblicamente che il sindaco rappresentava un modello da seguire per me e che un giorno avrei voluto diventare un sindaco come lui. Evidentemente mi sbagliavo e oggi mi pento di quella dichiarazione. Quando ha avuto bisogno del mio supporto, anche durante la stesura del programma elettorale, gli ho messo persino a disposizione la bozza del programma che avrei presentato se mi fossi candidato con una terza lista. Ritenevo di meritare un trattamento decisamente diverso dopo il supporto nei suoi confronti e verso la squadra non solo in termini di voti espressi ma anche a livello di comunicazione politica durante la campagna elettorale dai comizi fino ai social network»
.Lo Muto definisce inoltre la vicenda come un precedente senza eguali nella storia amministrativa del Comune: «Credo che questo rappresenti uno dei rarissimi casi, se non il primo, di revoca di un assessore a San Gregorio d’Ippona a distanza di meno di un mese dalla sua nomina. Non comprendo perché sia stato scelto proprio io, soprattutto considerando che ero stato l’unico ad aver rinunciato espressamente all’indennità di assessore e ai gettoni di presenza da consigliere. Probabilmente andavo maggiormente tutelato.»
Infine arriva l’annuncio destinato a modificare gli equilibri del Consiglio comunale: «Non mi dimetterò dal ruolo di consigliere comunale. Le dimissioni non fanno parte della mia idea di politica. Non verrò meno al mandato ricevuto dagli elettori. Da oggi siederò come consigliere indipendente e vorrei creare un gruppo consiliare autonomo, vigilando sull’operato di una maggioranza che non mi rappresenta più».
L’ex assessore conclude rilanciando il proprio impegno politico: «Se prima ero determinato, oggi lo sono ancora di più. Continuerò a lavorare per il paese, a vigilare sull’operato dell’amministrazione pro tempore e a informare costantemente i cittadini attraverso i social e gli organi di informazione su tutto».
Le dichiarazioni di Lo Muto aprono ufficialmente un nuovo caso politico all’interno della maggioranza guidata dal sindaco Farfaglia. Dopo l’uscita dall’esecutivo e la scelta di collocarsi come ‘indipendente’ tra la maggioranza e la minoranza, la coalizione “insieme per San Gregorio” dovrà fare i conti con nuovi equilibri in Consiglio comunale riducendo i propri componenti totali a sei unità oltre al sindaco.










