La cultura non può vivere nell’incertezza. E il teatro, che più di ogni altra forma d’arte crea comunità, dialogo e partecipazione, ha bisogno di programmazione, visione e continuità
Di straordinario valore, ed un messaggio di forte impatto sociale e culturale è la lettera che Francescantonio Pollice, direttore artistico di AMA Calabria, ha indirizzato al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, denunciando il momento di forte incertezza che sta attraversando il sistema teatrale regionale e chiedendo un intervento immediato per evitare che venga disperso il grande lavoro costruito negli ultimi anni.
Un allarme che non può essere sottovalutato.
Questa redazione segue da molti anni il percorso di Francescantonio Pollice, raccontandone non soltanto la straordinaria capacità organizzativa, ma anche la visione culturale che ha consentito ad AMA Calabria di diventare uno dei principali punti di riferimento dello spettacolo dal vivo nel Mezzogiorno. Una crescita costruita con competenza, sacrificio e programmazione, portando nei teatri calabresi artisti di primo piano e contribuendo a formare un pubblico sempre più numeroso e consapevole.
Anche Vibo Valentia conosce bene il valore di questo lavoro. La stagione teatrale promossa da AMA Calabria ha restituito centralità al teatro cittadino, trasformandolo in un luogo vivo, partecipato e capace di registrare, in numerose occasioni, il tutto esaurito. Un risultato che non nasce per caso, ma è il frutto di una progettualità che negli anni ha saputo coniugare qualità artistica, organizzazione e promozione del territorio potendosi finalmente esprimere anche qui.

Nella lettera inviata al presidente Occhiuto, Pollice parla di un “fragoroso silenzio istituzionale” che rischia di compromettere un modello virtuoso costruito grazie alla programmazione pluriennale prevista dalla legge regionale e ai conseguenti investimenti nel settore. Un sistema che, come dimostrano anche i dati richiamati dal direttore di AMA Calabria, ha consentito alla regione di uscire dalla marginalità culturale per diventare una realtà riconosciuta nel panorama nazionale.
Il timore è che l’abbandono della programmazione triennale e il ritardo nella pubblicazione dei nuovi bandi possano riportare il teatro calabrese indietro di molti anni, rendendo impossibile pianificare le stagioni, accedere ai finanziamenti ministeriali e garantire continuità lavorativa ad artisti, tecnici e operatori del settore. Una prospettiva che avrebbe inevitabili ripercussioni anche sull’economia e sul turismo culturale della Calabria.
Sono considerazioni che meritano attenzione. Perché oggi il teatro non rappresenta più soltanto un momento di intrattenimento, ma è diventato uno strumento di crescita sociale, di formazione delle coscienze e di sviluppo economico. Ogni stagione teatrale muove professionalità, attiva servizi, richiama pubblico, alimenta la ristorazione, l’accoglienza e il commercio, contribuendo a costruire quell’immagine di Calabria dinamica e culturalmente viva che tutti auspichiamo.
ViViPress ha sempre sostenuto il lavoro di Francescantonio Pollice proprio perché ne ha riconosciuto, negli anni, la capacità di guardare oltre l’organizzazione dei singoli spettacoli. La sua è una progettualità culturale che ha saputo fare rete tra istituzioni, enti locali, artisti e pubblico, dimostrando che anche in Calabria è possibile costruire eccellenze quando competenza e passione vengono messe nelle condizioni di operare.
L’auspicio è che il presidente Roberto Occhiuto e la Giunta regionale raccolgano l’appello lanciato dal direttore di AMA Calabria, restituendo al settore quelle certezze indispensabili per programmare il futuro. Perdere quanto costruito in questi anni significherebbe disperdere un patrimonio che appartiene all’intera comunità calabrese.
La cultura non può vivere nell’incertezza. E il teatro, che più di ogni altra forma d’arte crea comunità, dialogo e partecipazione, ha bisogno di programmazione, visione e continuità. È questo, in fondo, il senso più autentico della lettera di Francescantonio Pollice: un appello che va ben oltre gli interessi di un singolo operatore e che riguarda il futuro culturale della Calabria.











