Quaranta ore di approfondimento dedicate agli operatori del settore per comprendere le radici della violenza e rafforzare gli strumenti di contrasto
Contrastare la violenza sulle donne significa certamente garantire protezione e accoglienza alle vittime, ma significa soprattutto investire nella conoscenza, nella formazione e nella prevenzione. È questa la riflessione che emerge dalla conclusione del corso “L’identità come base etiopatogenetica della violenza”, promosso dalla Cooperativa Sociale Abigail nell’ambito delle attività della Casa Rifugio ad indirizzo segreto “La Casa di Agar”, terminato lo scorso 11 luglio presso il Complesso Valentianum di Vibo Valentia.
L’iniziativa, finanziata dalla Regione Calabria nell’ambito della legge regionale dedicata al sostegno dei Centri Antiviolenza e delle Case di Accoglienza per donne in difficoltà, ha coinvolto operatori dei Centri Antiviolenza, delle Case Rifugio, professionisti dei servizi socio-sanitari e giudiziari, oltre ad avvocati, assistenti sociali, psicologi ed educatori provenienti da tutta la Calabria.
Si tratta di un’iniziativa che merita attenzione perché pone al centro un principio spesso trascurato: la violenza di genere non può essere affrontata esclusivamente quando si manifesta, ma richiede un lavoro costante sulle cause culturali, psicologiche e sociali che la alimentano.
Un ruolo fondamentale in questo percorso continua a svolgerlo “La Casa di Agar”, prima Casa Rifugio ad indirizzo segreto per donne, con o senza figli minori, vittime di violenza attiva nella provincia di Vibo Valentia e collegata al numero nazionale antiviolenza 1522. Operativa dal gennaio 2021 grazie alla convenzione con Regione Calabria e Comune di Vibo Valentia, la struttura rappresenta un luogo sicuro dove le donne possono interrompere il ciclo della violenza e intraprendere un percorso di ricostruzione della propria autonomia personale, sociale ed economica, sostenute da un’équipe multidisciplinare specializzata.
Il corso, completamente gratuito per i partecipanti, è stato articolato in otto moduli, per un totale di 40 ore di formazione, ed è stato interamente curato dal professor Vincenzo Maria Romeo, docente universitario, psichiatra e psicoterapeuta. Il percorso ha affrontato temi particolarmente attuali: dall’identità di genere alle trasformazioni della famiglia contemporanea, dal rapporto tra maschile e femminile alle più recenti interpretazioni scientifiche del fenomeno della violenza, fino alle nuove forme di abuso che si sviluppano nello spazio digitale, senza trascurare l’importanza dell’educazione e della prevenzione come strumenti fondamentali per destrutturare i meccanismi culturali che alimentano la violenza stessa.

Particolarmente significativo anche il riconoscimento ottenuto dal percorso formativo, accreditato presso l’Ordine degli Avvocati di Vibo Valentia e presso l’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria ai fini dei crediti professionali, a conferma del valore scientifico e dell’utilità concreta dell’iniziativa.

Al termine del percorso, la presidente della Cooperativa Sociale Abigail, Danila Francese, ha rivolto un ringraziamento agli enti e ai docenti che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, dando già appuntamento al 2027 per nuovi percorsi di formazione.

In una società che continua a registrare episodi drammatici di violenza contro le donne, iniziative come questa ricordano come la risposta non possa limitarsi all’emergenza. Accanto all’accoglienza e alla tutela delle vittime, è indispensabile costruire una cultura della prevenzione attraverso la formazione degli operatori, la diffusione delle competenze e una maggiore consapevolezza collettiva. Perché soltanto comprendendo le radici della violenza diventa possibile contrastarla davvero.










